Vive con 35 euro sul conto a Milano, il caso di Laura: “Aspetto la pensione per comprare da mangiare”

C'è chi il 2 agosto aspetta il giorno dopo non per partire per le vacanze, ma per poter riempire il frigorifero. È la storia di Laura (nome di fantasia), 83 anni, residente a Milano, che a Fanpage.it ha raccontato di dover attendere l'accredito della pensione previsto per il 3 agosto per fare la spesa. Una situazione che, secondo la sua testimonianza, accomunerebbe molti pensionati e famiglie che vivono con risorse sempre più limitate, strette tra il caro vita e il calendario dei pagamenti.
La nostra redazione raccoglie segnalazioni e testimonianze di pensionati, famiglie e cittadini che ogni mese si trovano ad affrontare le difficoltà causate dal ritardo nell'accredito della pensione, dall'aumento del costo della vita e da bollette sempre più pesanti. Se anche tu hai vissuto o stai vivendo una situazione simile, scrivici a segnalazioni@fanpage.it o clicca qui.
La storia di Laura
"Sono anni che non so cosa siano le ferie", ha esordito l'83enne a Fanpage.it. "Oggi, 2 agosto 2026, sto aspettando che domani mi accreditino la pensione per poter fare la spesa. Non capisco perché non accreditarla in anticipo quando ci sono di mezzo il sabato e la domenica".
Il suo è il racconto di una quotidianità fatta di conti fino all'ultimo euro: Laura percepisce una pensione di circa 1.000 euro al mese, una cifra che, ha spiegato, si ridurrebbe drasticamente dopo aver pagato affitto, utenze e le rate delle bollette, diventate troppo pesanti da sostenere in un'unica soluzione. "Al momento mi trovo con 35 euro sul conto", ha riferito. "La metà della pensione se ne va ogni mese tra affitto e bollette. Con quello che resta non riusciamo a vivere a Milano". A rendere ancora più difficile la situazione c'è la condizione della figlia, 55 anni, che vive con lei da sei anni dopo aver dovuto lasciare il lavoro per problemi di salute. "È ricoverata in ospedale ed è stata operata. Prima ci sono state due diagnosi sbagliate e ancora oggi non sappiamo se quella attuale sia finalmente quella giusta. È una situazione che ci logora", ha rincarato la pensionata a Fanpage.it.
Così Laura, che ha lavorato per una vita come cuoca negli asili nido, oggi si ritrova a sostenere due persone con un'unica pensione, mentre il costo della vita a Milano continua a crescere. "Nonostante la sua ricchezza e il suo sviluppo, la città è sempre più inaccessibile per pensionati, persone fragili e famiglie con un solo reddito", ha aggiunto la donna. "Affitti elevati, bollette sempre più pesanti e l'aumento del costo dei beni essenziali lasciano sempre meno margine a chi vive con entrate fisse". A questo si aggiunge il problema delle tempistiche degli accrediti pensionistici. Quando il calendario fa slittare il pagamento dopo un fine settimana o nei primi giorni del mese, per chi come Laura vive senza risparmi ogni giorno di attesa può significare rinunciare alla spesa o rimandare l'acquisto di beni indispensabili.
Anche per questo la sua storia è simbolo di una condizione che riguarda migliaia di persone: chi, dopo una vita di lavoro, si ritrova a fare i conti con pensioni che non tengono il passo con il costo della vita e con un sistema che lascia molti cittadini sospesi, aspettando un bonifico per poter acquistare il necessario. "In una delle città più ricche d'Italia, però, aspettare il giorno dell'accredito della pensione per comprare pane, latte e pasta non dovrebbe essere la normalità", ha concluso Laura a Fanpage.it.