Vandalizzata la scritta per Lea Garofalo a Milano: “Ancora più doloroso dopo la morte della figlia Denise”
È stata vandalizzata la scritta dedicata a Lea Garofalo in piazza Prealpi a Milano. Lo ha denunciato con un post pubblicato su Facebook il consigliere comunale Alessandro Giungi: "Dopo quello che è successo a Denise, se possibile, è ancora più orribile e doloroso", ha commentato. Era già accaduto in passato che la scritta dedicata alla testimone di giustizia uccisa dalla ‘ndrangheta nel 2009 venisse rovinata, ma è la prima volta da quando lo scorso 10 settembre Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, si è tolta la vita.
La scritta vandalizzata
La scritta di piazza Prealpi era stata realizzata dagli studenti della scuola media Puecher e recita: "Vedo, sento, parlo come Lea". Un omaggio a una donna che era riuscita ad allontanarsi dal contesto di criminalità organizzata in cui era cresciuta e che con la sua collaborazione con la magistratura portò alla luce i loschi affari che coinvolgevano anche il suo ex compagno, Carlo Cosco. La scritta è stata cambiata da dei vandali e ora dichiara: "Non vedo, non sento e non parlo… come Leao", con riferimento all'ex attaccante del Milan.
Giulia Pelucchi, presidente del Municipio 8, si è già mobilitata annunciando che "nelle prossime settimane ci sarà una grande iniziativa con scuole e associazioni per ripristinare la scritta e fare un momento di ricordo sia per Lea sia per sua figlia Denise". Il ricordo di Lea Garofalo tornerà ancora una volta in piazza Prealpi.
Lea Garofalo e sua figlia Denise Cosco
Cresciuta in una famiglia legata alla ‘ndrangheta di Petilia Policastro, nel Crotonese, Garofalo iniziò a collaborare con la giustizia nel 2002 e fino al 2009 era stata inserita nel programma di protezione testimoni. Il 24 novembre di quello stesso anno l'ex compagno Carlo Cosco la attirò in un appartamento che si affacciava proprio su piazza Prealpi per discutere del futuro della loro figlia, l'allora 17enne Denise. Garofalo venne sequestrata e uccisa, mentre il suo corpo venne dato alle fiamme a San Giuliano Milanese per cancellare ogni traccia. I resti furono ritrovati solo nel 2012.
Anche grazie alla testimonianza della figlia Denise Cosco, i responsabili dell'omicidio di Garofalo furono tutti condannati. Negli anni successivi, la ragazza aveva cambiato identità e iniziato una nuova vita. Lo scorso 10 settembre, a soli 35 anni, Denise Cosco si è tolta la vita gettandosi dal balcone della casa di Ariccia (Roma) in cui abitava. La Procura di Velletri ha avviato le indagini con l'ipotesi di reato di istigazione al suicidio, al momento a carico di ignoti. Pare che negli ultimi tempi avesse ripreso a parlare con il padre.