Foto d’epoca di Ottavio Mazzoleni con i suoi due asini utilizzati come primi mezzi di trasporto (Foto dal sito dell’azienda Mazzoleni Ottavio & c.
in foto: Foto d’epoca di Ottavio Mazzoleni con i suoi due asini utilizzati come primi mezzi di trasporto (Foto dal sito dell’azienda Mazzoleni Ottavio & c.

A Sant'Omobono Terme lo conoscevano tutti. Perché da tutti era considerato il pioniere dei trasporti della Valle Imagna, nella Bergamasca. È morto a 93 anni Ottavio Mazzoleni domenica 27 dicembre nella sua casa di Selino Alto, frazione di Sant’Omobono Terme. L'imprenditore, molto conosciuto in valle, ha perso la sua battaglia con una grave patologia che da mesi non gli dava tregua. Oggi resta il ricordo di un grande uomo e la storia di un grande imprenditore.

Da due muli all'azienda di trasporto

La sua storia da imprenditore inizia subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale con due muli su cui riusciva a trasportare beni di prima necessità da Sant’Omobono fino alla frazione di Selino Alto. Con il passare del tempo, riesce a comprare il primo furgone che gli ha permesso di raggiungere altre zone della valle. In parallelo si dedica ai lavori stradali fino a creare dopo poco tempo un'impresa edile, specializzata nella costruzione di strade. Due grandi passioni, strade e trasporti, che permetteranno all'imprenditore di diventare un pioniere in questi due settori.

Gli affari anche nel settore edile

Più che lavoro, era uno stile di vita: "Mio padre amava molto – racconta il figlio Alfio all'Eco di Bergamo – fare le strade per unire i paesi della Valle Imagna. Per questo per lui non era solo lavoro: credeva molto nell’importante ruolo delle strade quale via di comunicazione tra i paesi e la gente, quindi non solo scambio di merci, ma nello stesso tempo di cultura, idee e progetti". A portare via Ottavio Mazzoleni è stata una patologia che ha iniziato ad aggravarsi a inizio novembre. Fino alla fine però è sempre stato lucido e ha avuto così il tempo di salutare la moglie Camilla Filippi, i figli Eugenio, Ranieri, Alfio, Andrea, Leonello, Alessio, Camilla e una ventina di nipoti e pronipoti. Passerà alla storia per essere stato il pioniere dei trasporti in Valle Imagna.