Uccise due uomini davanti a un tempio tre mesi fa nella Bergamasca: trovato a Birmingham e arrestato

Nella serata di mercoledì 22 luglio è stato arrestato a Birmingham, nel Regno unico, un ragazzo di 29 anni ritenuto responsabile del duplice omicidio volontario commesso a Covo, comune della provincia di Bergamo, davanti al tempio Sikh "Gurudwara Mata Sahib Kaur Ji", di via Campo Rampino, lo scorso 17 aprile. Dopo tre mesi, è stato rintracciato e fermato.
S.G. è accusato di aver ucciso il 47enne Singh Rajinder, il 48enne Singh Gurmit e di aver tentato di uccidere Singh Suchet. Il 47enne è stato raggiunto da sette colpi d'arma da fuoco, di cui quattro alla testa. Il secondo invece da sei, di cui due alla testa. Entrambi si trovavano lì, insieme a Suchet e altre persone, perché nel centro culturale si stavano svolgendo i preparativi per la festa tradizionale del Vaisakhi.
Stando a quanto ricostruito dai carabinieri del nucleo investigativo di Bergamo, il 29enne sarebbe arrivato alla festa con la propria automobile. Dopo essersi avvicinato alle persone presenti davanti al tempio – come è mostrato dal video – avrebbe esploso i colpi d'arma da fuoco. Poi è scappato con la sua automobile, che ha abbandonato lungo la strada provinciale Sp198 a Calcio.

A quanto pare – grazie alle testimonianze, l'analisi delle telecamere di sorveglianza e le perquisizioni – è stato possibile scoprire che il delitto è maturato in un contesto di forti contrasti all'interno della comunità sikh dovuti al controllo e alla gestione del centro culturale di Covo. All'interno della comunità ci sarebbero due gruppi: uno che era legato alle vittime e un altro radicato ad Antegnate. I contrasti si sarebbero acuiti dopo il rinnovo degli organi direttivi dell'associazione: ci sarebbero state violenti discussioni, minacce e denunce.
Rajinder, che era già presidente del centro culturale, aveva lasciato l'incarico alcuni mesi prima. Avrebbe avuto un ruolo determinante nel designare il nuovo vertice. Ovviamente era osteggiato dal gruppo di Antegnate. Il 17 aprile, poi, il duplice omicidio.
Dopo il delitto, S.G. è scappato. I carabinieri sono riusciti però a ricostruire gli spostamenti e accertare che prima era scappato in Francia e poi nel Regno Unito precisamente a Birmingham dove ci sarebbe una delle più grandi comunità dell'Asia meridionale. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bergamo, che prima aveva emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, ha quindi emesso un mandato di arresto internazionale. Le autorità britanniche, in collaborazione con quelle italiane, sono riuscite a individuarlo e arrestarlo due giorni fa.
Per il momento, il 29enne è sotto la vigilanza britannica. Una volta completate le procedure di estradizione, arriverà in Italia. Intanto proseguono le indagini delle forze dell'ordine per comprendere chi possa aver agevolato la fuga dall'Italia e il trasferimento nel Regno Unito.
