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Omicidio di Sofia Castelli a Cologno Monzese

Uccisa dall’ex fidanzato a Cologno Monzese, i genitori: “Gli amici di Sofia ci aiutano a superare il dolore”

La 20enne Sofia Castelli è stata uccisa nella mattina di sabato 29 luglio, dopo una serata in discoteca con un’amica. L’ex fidanzato aveva rubato un mazzo di chiavi per intrufolarsi in casa nottetempo: rinchiuso dentro un armadio, ha aspettato che la giovane si addormentasse per accoltellarla a morte.
A cura di Francesca Del Boca
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Sofia Castelli
Sofia Castelli
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Grazie, a tutti coloro che ci hanno sostenuto e accompagnato nel dolore della perdita della nostra piccola Sofia. Le parole di conforto e la vicinanza dei suoi amici ci stanno aiutando ad affrontare questo momento difficile. Ora abbiamo bisogno di silenzio, di stringerci ai nostri cari”. Sono le parole, riportate da Il Giorno, che i genitori di Sofia Castelli affidano al proprio legale a due giorni di distanza dal funerale della giovane, uccisa dall'ex fidanzato che non accettava la fine della relazione.

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"La famiglia trattava l'ex fidanzato come un figlio"

Gli stessi genitori che, secondo chi conosceva bene Sofia e i suoi genitori, trattavano l'assassino Zakaria Atqaoui come un figlio: il giovane, 23 anni, durante la relazione con Sofia addirittura si sarebbe trasferito dalla fidanzata per un anno e mezzo, accolto come uno di casa dai familiari. Al punto da essere arrivato a conoscere perfettamente ogni meandro dell'appartamento di Cologno Monzese – e soprattuto il punto preciso in cui si trovavano le chiavi di riserva.

"Ho preso le chiavi di suo padre venerdì mattina 28 luglio, con la scusa di portarle dei dolci, e poi sono entrato in casa la sera quando non c'erano persone, verso mezzanotte e mezza", sono state le parole del ragazzo, ora accusato di omicidio premeditato, davanti agli inquirenti, poche ore dopo il delitto. "Ho aperto la porta utilizzando le chiavi del padre di Sofia”.

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L'omicidio di Sofia Castelli

Zakaria Atqaoui, così, si intrufola nottetempo in casa di Sofia e si nasconde nell'armadio della camera da letto, attendendo il ritorno della ragazza dalla discoteca. La 20enne rincasa all'alba di sabato 29 luglio, in compagnia dell'amica Aurora. “Le ho sentite parlare di ragazzi e mi sono arrabbiato”, la sua confessione.

Da quel momento, prende il via un vero e proprio piano criminale. Il 23enne aspetta che le ragazze si addormentino e si reca in cucina per scegliere il coltello con cui colpire Sofia. I fendenti piombano su di lei mentre si trova nel suo letto, e la feriscono mortalmente al collo. "Stava dormendo, ha avuto una reazione minima", dirà lui. Sarà il risultato completo dell'autopsia sul corpo della giovane, però, a stabilire se avrà detto la verità.

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