Sparano a un rivale alle piscine di Seriate con AK-47 e pistole: arrestato il commando guidato da Botros

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L'agguato a Seriate
El Allali Boutrousse, conosciuto come “Botros”, e tre suoi presunti complici sono stati arrestati nei giorni scorsi dai carabinieri di Bergamo. Sarebbero stati loro lo scorso 21 giugno a tendere un agguato al capo del gruppo criminale rivale alle piscine ‘Aquamore’ di Seriate, dal quale il 27enne era riuscito a scampare.

L'agguato a colpi di fucile d'assalto e pistola mitragliatrice dello scorso 21 giugno alle piscine ‘Aquamore' di Seriate (in provincia di Bergamo) era solo l'ultimo tentativo del capo di un gruppo di spaccio di stupefacenti di eliminare il rivale. Lo scenario è emerso al termine delle indagini dei carabinieri della sezione Operativa della Compagnia di Bergamo che hanno portato all'arresto di quattro persone e al sequestro di diverse armi da guerra, droghe e contanti. A guidare il commando era El Allali Boutrousse, il 29enne conosciuto come "Botros", finito in carcere lo scorso sabato 29 agosto a Vigevano (Pavia).

L'agguato alla piscina di Seriate

Già il 15 giugno, nella zona boschiva di San Paolo d'Argon, un gruppo composto da 12 persone con passamontagna era sbucato dalla vegetazione imbracciando fucili d'assalto AK-47 per poi andarsene a bordo di tre auto. Secondo gli investigatori, coordinati dal pm Antonio Mele, l'azione era stata organizzata da Botros, un 29enne clandestino senza fissa dimora, indicato come capo del commando e intenzionato a eliminare la fazione capeggiata da un 27enne, di origine marocchine come lui.

Non trovandolo a San Paolo d'Argon, Botros aveva organizzato un altro agguato per il 21 giugno. Questa volta, però, lo scenario era l'affollato impianto sportivo ‘Aquamore' di Seriate, dove il 27enne stava trascorrendo una giornata in piscina insieme alla fidanzata. Il commando era arrivato a bordo di una Peugeot 2008: ad aprire il fuoco con l'Ak-47 all'esterno della struttura sarebbe stato il 27enne Ait Zahhaf Abdelmalek, mentre lo stesso Botros armato di pistola mitragliatrice Skorpion aveva inseguito la vittima fin dentro il bar e la reception.

In tutto erano stati esplosi almeno sette colpi, con il 27enne che era riuscito a scappare scavalcando la recinzione esterna e scivolando in un canale. Il commando, invece, si era allontanato in auto. La vettura era stata intercettata alcune ore dopo dalle pattuglie di Corsico e Abbiategrasso. L'inseguimento era terminato a Bareggio (nella Città Metropolitana di Milano), dove i membri del gruppo hanno proseguito la fuga a piedi.

L'arresto del bersaglio dell'agguato

Il bersaglio del commando era a sua volta sottoposto agli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, a seguito di un'indagine pre tentato omicidio e in materia di stupefacenti. Tuttavia si era reso irreperibile, perciò era ricercato. L'8 luglio è stato localizzato a bordo di un'auto partita da Brescia e diretta verso il Sud ed è stato arrestato a Marcianise (Caserta). Condotto presso il carcere di Santa Maria Capua a Vetere, durante l'interrogatorio con il pm di Bergamo ha raccontato dei vari tentativi di eliminazione organizzati da Botros nei suoi confronti ai quali era sempre riuscito a scappare.

La banda di Botros

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Alcune delle armi sequestrate

Botros, a sua volta, era stato localizzato a Vigevano (Pavia) insieme a un complice. Nella notte tra il 30 e il 31 luglio i carabinieri avevano circondato l'area, ma i due erano riusciti a scappare a bordo di un'Audi A4. L'auto era stata abbandonata a Castano Primo (Milano), ma dentro avevano dimenticato i cellulari. Nel frattempo, le prime perquisizioni avevano portato al sequestro di un fucile a pompa, munizioni per fucili AK-47 e di 80mila euro in contanti.

Il nuovo covo, sempre a Vigevano, era stato individuato nei giorni seguenti. Così, nella notte tra il 28 e il 29 agosto, il Gruppo di intervento speciale (Gis) arrivato da Livorno ha fatto irruzione. Botros e il complice si sono lanciati dalla finestra al primo piano, ma sono stati bloccati.

Un altro presunto complice, di 24 anni, è stato individuato in un'abitazione a Vermezzo (Milano). Tra il 30 e il 31 agosto è stato pedinato mentre nascondeva alcune armi nel bosco. Gli investigatori hanno scoperto, così, un altro AK-47, un fucile d'assalto SIG 550, numerose munizioni, mezzo chilo di hashish, 56 grammi di eroina e 114 grammi di cocaina. Il mattino seguente, il 24enne è stato arrestato insieme a un giovane di 21 anni ed è stato individuato un altro deposito interrato di armi da guerra: un AK-47, un kalashnikov SAD-58, un fucile d'assalto AR-15. I quattro fermati ora sono tutti in carcere.

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