Scontri alla Stazione Centrale a Milano dopo il corteo Pro Pal: nei guai altri 10 manifestanti di cui 7 in arresto

Proseguono le indagini della Procura di Milano e della Polizia di Stato, per far luce sui tafferugli avvenuti nei pressi della stazione Centrale a Milano il 22 settembre scorso in occasione di una manifestazione per la Palestina.
Secondo quanto si apprende, questa mattina, mercoledì 13 maggio, sono state eseguite ulteriori 10 misure cautelari (7 arresti domiciliari e 3 obblighi di dimora con presentazione quotidiana alla Polizia Giudiziaria) nei confronti di sei cittadini italiani e quattro cittadini stranieri (regolari sul territorio nazionale), tutti attivisti pro Pal maggiorenni.
Gli indagati avrebbero mostrato, secondo la giudice, un "temperamento facinoroso" e una personalità tendente a forme ingiustificate ed incontrollate di violenza" che si traducono in "atti distruttivi e vandalici" si legge nel ‘capitolo' dedicato alle esistenze cautelari.
Quel giorno si sarebbe assistito a uno "scenario di guerriglia" che "non coincide con le motivazioni" pubbliche della "manifestazione". Per questi motivi la gip ha disposto arresti domiciliari e obblighi di dimora ritenendo "ragionevolmente" che manifestazione di quel tipo possano "riproporsi" e che gli indagati possano reiterare nelle azioni ad "elevata carica di violenza e aggressività".
Tra i reati contestati loro figura anche il "danneggiamento aggravato e distruzione/deterioramento di beni culturali". Lo si legge nell'ordinanza emessa dal gip del capoluogo lombardo: "Per aver deteriorato distruggendole, tra le altre cose, parti della Stazione Centrale (le vetrate dei portoni storici), bene culturale riconosciuto di particolare interesse".
"Nel corso degli scontri con le forze dell'ordine – si sostiene nel provvedimento – al fine di avere accesso alla Stazione Centrale (…) i manifestanti ponevano in essere una serie di condotte al fine di aprire dall'esterno i cancelli e le porte d'ingresso della stazione (…) distruggendo gli arredi posti sulla sede stradale nonché i portoni storici e le relative vetrate delle porte d'accesso ricorrendo sia all'uso di aste o pietre lanciate contro le vetrate sia agli elementi d'arredo staccati dalla pubblica via quali cestini rifiuti, lastre di impalcature, estintori".