Un negozio della catena Scarpe&scarpe (da Facebook)
in foto: Un negozio della catena Scarpe&scarpe (da Facebook)

Alla fine la crisi di Scarpe&Scarpe, catena di negozi specializzati in calzature, investirà anche la Lombardia. Le preoccupazioni espresse dai sindacati a luglio, quando la catena aveva annunciato la chiusura di 16 punti vendita e il licenziamento (congelato per via dell'emergenza Covid) di 120 lavoratori, si sono concretizzate. Sono due, infatti, i punti vendita lombardi di Scarpe&Scarpe destinati a chiudere: si tratta dei negozi di Cornaredo e Vanzaghello, entrambi in provincia di Milano. La chiusura è stata comunicata nelle scorse ore dall'azienda torinese dopo un incontro con i sindacati. Sono 11, in totale, i negozi destinati a chiudere: oltre ai due del Milanese, chiuderanno i punti vendita di Calenzano (Firenze), Genova, Latina, Marcon (Venezia), Milazzo (Messina), Quartu (Cagliari ), e tre negozi che si trovano nei centri commerciali Parco Leonardo, Anagnina e La Romanina a Roma.

Undici in totale i negozi che chiuderanno

La dirigenza della catena di calzature che in Italia conta oltre 140 punti vendita e 2000 collaboratori ha parlato della chiusura degli 11 punti vendita come di una decisione "difficile ma obbligata, indispensabile per salvaguardare gli altri negozi distribuiti nelle 19 regioni in cui Scarpe&Scarpe è presente". I punti vendita che chiuderanno, ha spiegato il Direttore generale e chief financial officer di Scarpe&Scarpe Alessandra Miriello, sono "quelli che, negli ultimi anni, hanno avuto performance inferiori rispetto agli altri".

Annunciati esuberi anche nel Torinese

La chiusura è stata decisa per via della crisi economica vissuta nella fase del post-lockdown, con dati di vendita che avrebbero confermato "una situazione di difficoltà che riguarda tutta la distribuzione commerciale, non solo nazionale". Per i lavoratori degli 11 negozi interessati dalla chiusura il futuro è quanto mai incerto: inizialmente accederanno alla cassa integrazione e "agli strumenti di integrazione del reddito previsti dalla normativa attualmente vigente", ma quando termineranno gli effetti del decreto legge sul Coronavirus e si potrà tornare a licenziare il loro destino sarà legato alle valutazioni dell'azienda, che ha già annunciato degli esuberi tra i dipendenti della sede principale di Borgaro Torinese e ha affermato che, oltre agli 11 negozi destinati a chiudere, per altri tre è in corso una trattativa con le controparti sindacali.