Covid 19
15 Ottobre 2021
14:39

Saturnino a Fanpage.it: “Ho cantato Bella Ciao in una Milano deserta, è stata un’emozione forte”

“È stato davvero emozionante suonare in una piazza completamente deserta, sembrava quasi di essere in un’altra realtà e invece era proprio quello che stava accadendo, un evento dall’impatto emotivo molto forte”. Così a Fanpage.it Saturnino, storico bassista di Jovanotti, ripensando al 25 aprile del 2020 quando ancora tutta Italia era in lockdown.
A cura di Filippo M. Capra
Beppe Sala e Saturnino il 25 aprile 2020
Beppe Sala e Saturnino il 25 aprile 2020
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Insieme a Beppe Sala, protagonista, suo malgrado, di uno dei periodi storici più tragici per Milano e i suoi cittadini, Saturnino, storico bassista di Jovanotti, ha suonato e cantato Bella Ciao il 25 aprile 2020 quando tutti ancora erano costretti a casa a causa del lockdown. A più di un anno di distanza, l'artista, interpellato da Fanpage.it in occasione dell'ultimo appuntamento del Martini Live Bar su Terrazza Martini a Milano, dove ha suonato con Clementino, ha raccontato l'emozione di quel momento, quando Milano era ancora silenziosa e deserta.

 

Era più ingombrante il vuoto della piazza o il sentimento di amore che ha raggiunto la città?

Quando Beppe mi ha coinvolto per cantare “bella ciao” il 25 aprile del 2021 ho reagito subito con grande entusiasmo, un po' perché come tutti ero a casa da solo da molti giorni e avevo una gran voglia di suonare, ma soprattutto perché ho contribuito a celebrare uno dei momenti più importanti di questo paese. È stato davvero emozionante suonare in una piazza completamente deserta, sembrava quasi di essere in un’altra realtà e invece era proprio quello che stava accadendo, un evento dall’impatto emotivo molto forte.

In che modo Sala riuscirà a risollevare Milano ponendo un focus speciale su chi è rimasto indietro e chi altri lo era già prima della pandemia?

Ho avuto il piacere di conoscere Beppe prima ancora che iniziasse il progetto dell’Expo, quindi il mio rapporto è prima di tutto con la persona. Vivo a Milano dall’89 e vivo Milano a 360° proprio come città, una città permeabile che mi ha accolto e che mi ha permesso di realizzare i miei progetti. In tutte le città ci sono persone in difficoltà e continuano a esserci. Anzi, purtroppo c’erano anche molto prima della pandemia. Mi riallaccio a una frase di Madre Teresa di Calcutta di diversi decenni anni fa: “Per guardare la disperazione non occorre arrivare fin qua, basta uscire di casa e girare l’angolo”. È un problema che purtroppo esiste da diversi secoli, sicuramente si è aggravato con il Covid e sono sicuro che Beppe lavorerà seriamente anche in questo mandato. Ne approfitto per fargli un grosso in bocca al lupo.

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