Rosa Capuano è stata condannata a 25 anni per l’omicidio del padre: “L’ho ucciso io, non ne potevo più”
Nel pomeriggio di oggi, giovedì 5 novembre, si è svolto il processo in Corte d'Assise nei confronti di Rosa Capuano, la donna che è stata arrestata con l'accusa di aver ucciso il padre, Francesco Capuano, a Suzzara, comune in provincia di Mantova, il 23 dicembre 2024. L'imputata è stata condannata a 25 anni di reclusione. È stata esclusa l'aggravante dei motivi abietti e futili. Sono state però riconosciute le aggravanti generiche equivalenti alle altre aggravanti contestate: premeditazione e aver commesso il fatto nei confronti dell’ascendente.
Il 23 dicembre 2024, Francesco Capuano è stato trovato morto all'interno del suo garage: qualcuno aveva sparato ben tre colpi di pistola contro di lui. A lanciare l'allarme è stata proprio la figlia Rosa sostenendo di aver trovato il cadavere. I carabinieri e i Ris, fatti tutti gli accertamenti e i rilievi del caso, iniziano a dubitare delle parole della donna. A marzo 2025 decidono poi di procedere con il suo arresto. Rosa Capuano viene quindi accusata di omicidio volontario premeditato e di detenzione illecita di arma da fuoco.
Questo perché dentro a un suo beauty case trovano una pistola: si tratta di un revolver calibro 22. Dalle indagini coordinate dalla Procura, emerge che la donna avrebbe ucciso il padre per una questione di eredità – con la sua morte avrebbe ereditato il patrimonio – e anche per poter essere indipendente dall'uomo che, durante le udienze davanti alla Corte d'Assise, descrive come possessivo nei suoi confronti e padre padrone.
Rosa Capuano si è professata a lungo innocente. Durante le udienze ha sempre sostenuto che il padre sia stato ucciso da uno squilibrato. Poi, questa mattina, prima che venisse pronunciata la sentenza ha confessato e ha ammesso di essere stata lei a uccidere il padre perché "Non ne potevo più". Al pomeriggio, poi, la sentenza di condanna.