Francesco Ancona morto nel 1987 a Mortara: “Ucciso con 7 colpi alla testa, forse coinvolte altre persone”

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Francesco Ancona
Secondo la consulenza autoptica curata dalla professoressa Cristina Cattaneo, Franco Ancona nel 1987 è stato ucciso con 7 colpi alla testa e cosparso di benzina. Al momento sono indagati per omicidio la moglie dell’allora 48enne e il presunto sicario, ma non è esclusa l’ipotesi che possa aver partecipato qualcun altro.

Prima avrebbero tentato di avvelenarlo per indebolirlo, poi lo avrebbero colpito al capo sette volte con un oggetto contundente e investito con una betoniera. Infine, per disfarsi del corpo, avrebbero provato a dargli fuoco dopo averlo cosparso di benzina, ma quel giorno pioveva e non riuscirono a completare il loro piano. Questo è quanto emerso dalla consulenza autoptica che la professoressa Cristina Cattaneo ha redatto su richiesta della Procura di Pavia in merito alla morte di Francesco Ancona. Il 48enne era stato trovato senza vita l'11 febbraio 1987 lungo una strada a Mortara, in Lomellina. Si pensava si fosse tolto la vita, ma dopo quasi 40 anni la nuova consulenza esclude "categoricamente l'ipotesi del suicidio e della presunta depressione", ha spiegato l'avvocata Annalisa Gasparre a Fanpage.it: "Conferma invece che è stato assassinato".

I risultati della consulenza autoptica

Come appreso da Fanpage.it, l'esame autoptico eseguito sulla salma riesumata di Ancona ha rilevato la presenza di sette punti di impatto sul capo che sarebbero stati inferti con un oggetto contundente ancora sconosciuto. Il 48enne aveva anche una ferita a una mano, dovuta a un tentativo di difesa, e segni sul viso riconducibili all'investimento con la betoniera. "È stata analizzata la presenza di sostanze che possono aver rilasciato tracce, come zinco e stagno, presumibilmente per risalire all'arma del delitto", ha commentato l'avvocata Gasparre, che rappresenta una delle due figlie di Ancona, "tuttavia, i consulenti danno atto che ci possono essere state contaminazioni per il fatto che è stato prima sepolto a Mortara e riesumato, e poi portato in Sicilia con cambio di bara. I materiali riscontrati non sono attendibili in questo senso".

Infine, i vestiti e il corpo stesso di Ancona sono risultati impregnati di benzina. Qua l'ipotesi degli investigatori di Pavia è che gli esecutori materiali del presunto omicidio abbiano cosparso il 48enne con il liquido infiammabile nel tentativo di dargli fuoco. Tuttavia, il giorno in cui Ancona morì pioveva, perciò non riuscirono a distruggere il suo corpo.

"Una sola persona non avrebbe potuto fare tutto questo"

Le indagini sulla morte di Ancona sono state riaperte nel 2024, a seguito di un'altra inchiesta condotta dalla Procura di Trapani. In Sicilia, infatti, Giovanna Navarra, moglie di Ancona, era stata accusata di aver tentato di uccidere il suo terzo figlio avuto con l'operaio attraverso l'ingaggio di un sicario. Per quel fatto la donna, che oggi ha 76 anni e vive a Castellammare del Golfo, è stata assolta, ma ha sollevato dubbi circa la morte misteriosa del marito avvenuta quasi 40 anni prima.

Gli investigatori di Pavia pensano che Navarra possa essere responsabile dell'omicidio di Ancona, il quale avrebbe scoperto la relazione extraconiugale della moglie con Domenico Scarfò, un loro amico oggi 70enne che al tempo frequentava la loro casa a Mortara. Entrambi ora sono accusati di omicidio "in concorso tra loro e con soggetti terzi": non è infatti escluso che possa aver partecipato anche qualcun altro. "La consulenza non parla di esecutori", ha spiegato l'avvocata Gasparre, "Ancona però era un uomo nel pieno delle sue forze e, anche se si pensa a una forma di avvelenamento, una sola persona non avrebbe potuto fare tutto questo".

Navarra era stata convocata ieri, mercoledì 4 novembre, per un interrogatorio a Trapani. Assistita dall'avvocato Vito Coppola, ha scelto di non rispondere alle domande. Anche Scarfò avrebbe dovuto comparire davanti agli investigatori, ma la sua avvocata Irene Anrò è riuscita a ottenere il rinvio al prossimo 13 novembre per legittimo impedimento a comparire per motivi di salute.

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