Morta nella piscina di casa a Erba, l’ex marito al gip: “Non ho ucciso io Patrizia”

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Patrizia Monteleone (foto da Facebook)
Carmine Civitillo, arrestato perché ritenuto l’assassino dell’ex moglie, Patrizia Monteleone, si è dichiarato innocente davanti al gip: “Non ho ucciso Patrizia”. L’uomo è detenuto nel carcere di Benevento.

"Non ho ucciso io Patrizia". È questo quanto ha dichiarato davanti al gip del Tribunale di Benevento nel corso dell'interrogatorio per rogatoria, Carmine Civitillo, l'uomo di 76 anni arrestato sabato sera dai carabinieri di Como a Cusano Mutri (Benevento), suo paese d'origine, perché ritenuto l'assassino dell'ex moglie, Patrizia Monteleone, 64 anni, trovata morta lo scorso 27 settembre nella piscina della casa dell'uomo a Buccinigo, frazione di Erba (Como). Assistito dal suo avvocato Rocco Condello, l'uomo – attualmente rinchiuso nel carcere di Benevento – ha respinto ogni accusa e si è proclamato innocente.

Dal decesso alle indagini

La vicenda risale allo scorso 27 settembre quando Monteleone è stata trovata senza vita nella piscina dell’abitazione dell’ex marito a Buccinigo. In un primo momento si era ipotizzato un incidente domestico, ma alcuni elementi avevano insospettito gli investigatori: la donna, colpita da un ictus nel 2024 e costretta sulla sedia a rotelle, non era infatti in grado di muoversi autonomamente, mentre la carrozzina era stata trovata bagnata ma già fuori dalla piscina. Anche gli esiti dell'autopsia, che avevano evidenziato alcune lesioni alla bocca compatibili con un possibile soffocamento, e le immagini delle telecamere di sorveglianza, che avrebbero smentito la versione fornita dall'uomo sugli orari del suo rientro a casa, avevano contribuito a rafforzare i sospetti.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Civitillo avrebbe aggredito l'ex moglie al culmine di una lite, soffocandola, spingendo poi la carrozzina fino al bordo della piscina e facendola cadere in acqua, dove sarebbe annegata. Un'ipotesi sostenuta anche dai racconti dei figli, che avevano riferito di un rapporto conflittuale tra i due e di precedenti minacce di morte, tra cui la frase "Prima o poi ti affogo". La pm Alessandra Bellù aveva, inoltre, evidenziato, nella richiesta di arresto, la presunta pericolosità dell'uomo e il rischio che potesse commettere altri reati, anche nei confronti dei familiari.

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