“Riforniva l’ex capo ultrà dell’Inter Andrea Beretta di armi da guerra”: arrestato un ristoratore 49enne
Ivan Davide Bittolo è stato arrestato un paio di giorni fa con l'accusa di aver fornito armi anche "da guerra" ad Andrea Beretta, l'ormai ex capo ultrà della Curva Nord dell'Inter, in carcere da settembre 2024 e da quasi due anni collaboratore di giustizia. Il 49enne, che è ristoratore di professione, ora si trova a sua volta in carcere su ordinanza di custodia cautelare firmata dalla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano Manuela Castellabate a seguito dell'interrogatorio che si è tenuto oggi, venerdì 2 ottobre. Secondo le indagini della Direzione distrettuale antimafia, coordinata dal pm Paolo Storari, e della Squadra Mobile della polizia, Bittolo nel 2024 avrebbe rifornito Beretta di armi perché quest'ultimo temeva che Marco Ferdico e Antonio Bellocco (ucciso poi dallo stesso Beretta) lo volessero uccidere.
L'arsenale di Beretta e i "canali" di Bittolo
L'arsenale di Beretta era stato scoperto nel novembre del 2024 in un magazzino a Cambiago (nella Città Metropolitana di Milano). Al suo interno c'erano, tra le altre cose, anche bombe, proiettili e kalashnikov. Secondo gli inquirenti, i "custodi delle armi" sarebbero stati due. Uno era Cristian Ferrario, un ultrà interista arrestato proprio in occasione della scoperta del deposito. L'arresto di Bittolo, invece, è arrivato solo ora, dopo le dichiarazioni proprio di Beretta e Ferdico, entrambi pentiti.
"Dava le armi a Beretta, però questo me l'ha detto Beretta", ha dichiarato Ferdico, "era uno che trafficava con le armi, se avevi bisogno di un'arma". Secondo la giudice Castellabate che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, Bittolo nel 2024 sarebbe stato "inserito in contesti criminali", anche "vicini alla ‘ndrangheta", che gli avrebbero permesso di "reperire armi dall'elevatissima potenzialità" che poi a sua volta offriva "sul mercato". Ferdico nella sua deposizione ha parlato dei "canali bulgaro e calabrese" dai quali il ristoratore avrebbe preso le armi.
I timori di Beretta
Stando a quanto ricostruito dalle indagini, Beretta nel 2024 aveva deciso di rifornirsi di armi perché temeva che Bellocco, rampollo dell'omonimo clan della ‘ndrangheta e membro del direttivo della Curva Nord interista, e Ferdico volessero ucciderlo. Così, l'ormai ex capo ultrà avrebbe acquistato dal ristoratore "l'AK-47, le bombe a mano e forse la calibro 22" spendendo "1.500 euro". Si parla, dunque, di un kalashnikov, tre bombe a mano "a frammentazione" di "produzione jugoslava" e una pistola "revolver" che Bittolo, "in concorso con persona non identificata", avrebbe venduto a Beretta.
Secondo Ferdico, Bittolo sarebbe stato solo "un tramite" nella compravendita di armi e che dietro a quel traffico ci sarebbe stata un'altra persona. Inoltre, ha aggiunto di aver portato avanti insieme al 49enne anche alcuni affari di droga.