Omicidio del capo ultrà Vittorio Boiocchi: a processo anche l’ultrà interista Mauro Nepi

Il 20 ottobre prossimo inizia il processo per l'ultrà interista Mauro Nepi imputato anche lui, davanti alla Corte d'Assise di Milano, per l'omicidio, con modalità mafiose, di Vittorio Boiocchi, lo storico capo ultrà nerazzurro ammazzato a colpi di pistola nell'ottobre del 2022 a Milano. Lo ha deciso la gup milanese Giulia Marozzi accogliendo la richiesta dei pm della Dda Paolo Storari e Stefano Ammendola, che gli hanno contestato nell'udienza del 7 luglio anche l'aggravante della premeditazione, bloccando di fatto la scelta che la difesa aveva già preso del giudizio con rito abbreviato.
La nuova contestazione sarebbe basata, in particolare, sugli ultimi verbali del nuovo pentito, l'ormai ex capo della curva Nord interista Marco Ferdico. Quest'ultimo, infatti, con i suoi interrogatori avrebbe dato maggiore rilevanza al ruolo di Nepi nell'uccisione, rispetto a quelle che, invece, erano state le sue ammissioni che avevano portato a un'altra ordinanza a suo carico, lo scorso febbraio, dopo l'arresto, che aveva coinvolto anche lui tra i tanti, nel blitz "doppia curva" di Polizia e Gdf del settembre 2024.
Intanto, in Assise sono già a processo per l'omicidio aggravato di Boiocchi Marco Ferdico, come organizzatore, il padre Gianfranco Ferdico (anche lui neopentito), l'altro leader ultras nerazzurro Andrea Beretta come mandante, collaboratore di giustizia da un anno e mezzo, e i due presunti esecutori materiali. Tutti avrebbero ammesso le proprie responsabilità, anche se le difese nel processo stanno cercando di scagionare Gianfranco Ferdico.
Intanto oggi la difesa di Nepi avrebbe provato a chiedere che venissero dichiarati inutilizzabili i verbali di Ferdico, dato che erano stati depositati dopo la scelta del rito abbreviato. La gup ha respinto le eccezioni e disposto il rinvio a giudizio in Assise.
"Voglio rappresentare – aveva messo a verbale Ferdico il 9 giugno scorso – che Nepi è stato il primo a parlarmi della possibilità di uccidere Boiocchi, mettendola sul piano che io non avessi il coraggio di farlo, istigandomi al riguardo, e ipotizzando anche il prezzo dell'omicidio nella fase iniziale". Tanto che, sempre secondo le parole del pentito Ferdico, Nepi avrebbe rivendicato questo suo ruolo nell'uccisione per chiedere "compensi o eventuali introiti relativi ad attività commerciali o para commerciali inerenti la gestione della curva", dopo che era stato fatto fuori Boiocchi.
E la curva passò in mano completamente a Beretta, assieme a Ferdico e a Antonio Bellocco, in sostanza messo lì dalla ‘ndrangheta e poi ucciso da Beretta quasi due anni fa. Ad esempio, ha spiegato Ferdico, dopo la finale di Champions nel 2023 a Nepi vennero dati "25mila euro". E lui, che ebbe anche un ruolo nella "programmazione" dell'uccisione, avrebbe insistito per "partecipare alla suddivisione dei ricavi della curva rinfacciando quello che lui aveva fatto". A Ferdico e a Bellocco, stando al verbale del primo, Nepi avrebbe detto pure che lui "era più pericoloso da morto che da vivo e Beretta interpretò questa circostanza dicendo che secondo lui si era fatto un memoriale".