Ragazzi morti nell’incendio in via Cantoni a Milano, la procura indaga il proprietario dell’immobile
La Procura di Milano indaga sulle possibili responsabilità del proprietario del magazzino-showroom di via Cantoni a Milano, l'immobile in cui persero la vita a causa dei fumi di un incendio tre giovani operai cinesi – due fratelli di 18 e 17 anni e un 24enne – il 12 settembre 2024.
Il 14 maggio scorso erano stati condannati a 30 anni ciascuno i due "mandanti" Yijie Yao e Bing Zhou, mentre Washi Laroo, indicato come esecutore materiale, è stato condannato a 21 anni. La Corte d'Assise di Milano aveva riqualificato il reato principale da "omicidio volontario plurimo aggravato" in "morte come conseguenza di altro reato".
L'incendio in via Cantoni
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l'incendio fu appiccato nella notte del 12 settembre 2024 e non fu un incidente. Le fiamme partirono dal tetto del magazzino-showroom dove i tre ragazzi si trovavano per la notte. I tre rimasero intrappolati all'interno e morirono a causa dei fumi sprigionati dal rogo. Il locale, secondo i primi accertamenti, disponeva di una sola via di fuga.
A dicembre 2024 furono arrestati i tre uomini poi finiti a processo: i cittadini cinesi Yijie Yao e Bing Zhou, indicati dall'accusa come i mandanti, e l'olandese Washi Laroo, ritenuto l'esecutore materiale dell'incendio. Laroo era stato fermato nei Paesi Bassi e successivamente estradato in Italia. L'ipotesi investigativa era che il rogo fosse stato organizzato nell'ambito di una ritorsione legata a un presunto debito che il titolare dello showroom avrebbe avuto nei confronti dei mandanti. La ricostruzione dell'accusa è stata al centro del processo davanti alla Corte d'Assise di Milano, iniziato nel settembre 2025, nel quale i familiari delle vittime si sono costituiti parte civile.