Incendio distrugge un’autorimessa a Pero e 20 auto: filmati 3 uomini con viso coperto e tanica di benzina

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L'incendio che ha distrutto l'autorimessa di via Keplero a Pero il 13 settembre
Un incendio ha distrutto il capannone di un’autorimessa di Pero (Milano) e 20 auto custodite all’interno nella notte del 13 settembre. Le telecamere hanno ripreso tre uomini incappucciati e con una tanica di benzina entrare nella struttura prima del rogo.

Non ci sarebbe alcun dubbio sulla natura dolosa dell'incendio che nella notte tra sabato 12 e domenica 12 settembre ha distrutto il capannone di un'autorimessa a Pero (nella Città Metropolitana di Milano). Le telecamere di sorveglianza, che sono sopravvissute al rogo, hanno immortalato tre uomini incappucciati entrare nella struttura portandosi dietro una grossa tanica, versarne il liquido sulle auto parcheggiate e sulle pareti e gettare quello che sembrerebbe essere un accendino, o un mozzicone di sigaretta. Su quanto accaduto indaga la polizia, che si sta muovendo seguendo la pista della vendetta o del tentativo di estorsione.

Sono all'incirca le 2:30 del 13 settembre quando tre uomini con il volto coperto sono entrati nel cortile dell'autorimessa di via Keplero a Pero. Nel giro di un paio di minuti, i tre sono entrati nel capannone, hanno versato un liquido che sembrerebbe essere benzina su auto e pareti e innescato l'incendio prima di fuggire. In appena 30 secondi la struttura è stata avvolta dalle fiamme. Il tetto è collassato, precipitando su una ventina di auto parcheggiate (alcune utilitarie, ma anche Ferrari, Porsche e Alfa Romeo).

Una decina di squadre dei vigili del fuoco sono dovute intervenire per evitare che le fiamme si propagassero anche sugli stabili vicini. L'incendio è stato domato, ma il capannone coinvolto ha subito ingenti danni strutturali e le auto che custodiva sono andate distrutte.

Le indagini sono state affidate alla Squadra Mobile della polizia, che tiene informata anche la Direzione distrettuale antimafia. Che si sia trattato di un incendio doloso non è in discussione, ma rimane da capire il movente. Non è escluso, infatti, che dietro questo gesto possa esserci un tentativo di estorsione. Intanto, i proprietari dell'autorimessa sono già stati sentiti dagli investigatori.

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