27 Ottobre 2021
9:54

Professore accoltellato e poi bruciato a Entratico, assolti gli unici due imputati

Sono stati assolti per insufficienza di prove gli unici due imputati per la morte di Cosimo Errico, il professore 58enne ucciso e poi parzialmente bruciato in una cascina di sua proprietà a Entratico, in provincia di Bergamo. Il delitto, che risale al 3 ottobre del 2018, resta così al momento senza colpevoli.
A cura di Francesco Loiacono

Resta un giallo senza soluzione l'omicidio di Cosimo Errico, il professore 58enne ucciso il 3 ottobre 2018 nella Cascina dei Fiori di Entratico, fattoria didattica della Bergamasca di cui il 58enne era titolare. Sono infatti state assolte per insufficienza di prove le due persone che erano imputate per il delitto: il 58enne Surinder Pal, ex dipendente di Errico che era accusato di omicidio volontario, e il 39enne Mandip Singh, anch'egli dipendente della cascina e accusato di favoreggiamento. Il pubblico ministero Carmen Santoro aveva chiesto 24 anni di carcere per il primo e quattro anni per il secondo: ma i due imputati, entrambi di nazionalità indiana, sono stati assolti dalla Corte d'Assise di Bergamo.

Il corpo del professore scoperto dal figlio

Resta dunque al momento senza colpevoli l'omicidio di Errico, che insegnava all'istituto tecnico Natta di Bergamo. Era stato il figlio a trovarlo senza vita il 3 ottobre nel 2018 nella cascina in cui Errico trascorreva buona parte del suo tempo: il corpo era semicarbonizzato e all'iniziò si pensò a un incidente. Un esame più approfondito del corpo rivelò però inequivocabili segni di arma da taglio alla schiena e alla nuca del professore. Da qui l'inizio delle indagini per omicidio, che portarono anche alla scoperta di una doppia vita del professore descritto da tutti come tranquillo e molto amato dai suoi studenti: nella cascina, infatti, avvenivano incontri a luci rosse che venivano poi filmati. In tre anni di indagini l'unica pista seguita dagli inquirenti è quella che ha portato a processo i due indiani, che secondo l'accusa avrebbero agito per un movente economico. La tesi del pm non ha però retto alla prova della Corte d'Assise: e così adesso il 58enne, che era anche finito in carcere, dopo un anno e mezzo, tornerà libero.

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