Per la Corte europea è ammissibile il ricorso di Giacomo Bozzoli, condannato all’ergastolo per l’omicidio dello zio

Dopo tre gradi di giudizio, 11 giorni di latitanza tra l'Italia e la Spagna e l'arresto nella sua villa di Soiano (in provincia di Brescia), il processo a carico di Giacomo Bozzoli potrebbe non essersi ancora concluso. A inizio anno il suo legale, Ennio Buffoli, ha depositato presso la Corte europea dei diritti dell'uomo un ricorso contro la sentenza che ha condannato il suo assistito all'ergastolo per l'omicidio dello zio Mario e alcuni giorni fa i giudici lo hanno dichiarato ammissibile. "Non è ancora un accoglimento da parte della Corte, ma è ancora solo un primo vaglio di ammissibilità", ha spiegato Buffoli a Fanpage.it, "contestiamo il fatto che la Procura abbia modificato il capo d'imputazione poco prima della discussione, quando fino a quel momento il mio assistito si stava difendendo da un altro tipo di accusa".
L'avvocato di Bozzoli: "L'accusa è cambiata dopo la perizia"
Mario Bozzoli era scomparso dalla fonderia di famiglia di Marcheno la sera dell'8 ottobre 2015. "All'inizio la Procura sosteneva che fosse stato ucciso e poi trasportato fuori dalla fonderia", ha commentato Buffoli, "ma poi la ricostruzione è cambiata dopo la perizia". Poiché il corpo dell'imprenditore 52enne non è mai stato trovato, gli inquirenti avevano ipotizzato che in qualche modo era stato distrutto. L'ipotesi è che qualcuno lo avesse gettato all'interno di uno dei forni della fonderia.
Così la Corte d'Assise di Brescia aveva disposto durante il processo di primo grado un esperimento che consisteva nel gettare la carcassa di un maiale all'interno del forno grande dell'azienda per vedere cosa sarebbe accaduto. "Dopo la perizia e appena prima della discussione è stato cambiato il capo d'accusa", ha detto ancora Buffoli, "il corpo non era stato più trasportato fuori dalla fonderia ma distrutto all'interno. Il problema è che fino a quel momento il mio assistito si era difeso sulla base di tutt'altra accusa".
La condanna all'ergastolo e la prima ammissibilità del ricorso
Il 30 settembre 2022 Giacomo Bozzoli è stato condannato in primo grado all'ergastolo per omicidio e distruzione di cadavere. Sentenza che il 17 novembre 2023 è stata confermata in secondo grado e infine diventata definitiva l'1 luglio 2024 con il pronunciamento della Cassazione. Il 39enne, però, era stato arrestato solo l'11 luglio, dopo una latitanza durata 11 giorni tra Marbella, nel sud della Spagna, e la sua villa di Soiano dove è stato rintracciato.
Ora la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha dichiarato per la prima volta ammissibile il ricordo dell'avvocato di Bozzoli contro la sentenza. "È solo il primo vaglio ed è stato superato", ha spiegato Buffoli, "ora dobbiamo aspettare i prossimi e l'eventuale pronunciamento dei giudici".