Omicidio a Rogoredo, la Procura chiede il processo per l’ex poliziotto Carmelo Cinturrino: cade la premeditazione
La Procura di Milano hanno chiesto il processo per Carmelo Cinturrino, l'ex assistente capo della polizia di Stato del Commissariato Mecenate che lo scorso 26 gennaio, in zona Rogoredo, ha ucciso con un colpo di pistola alla testa Abderrahim Mansouri. Nella richiesta di rinvio a giudizio depositata oggi, giovedì 15 ottobre, il procuratore capo Marcello Viola e il pubblico ministero Giovanni Tarzia hanno contestato al 42enne l'accusa di omicidio aggravato dall'aver "violato i doveri inerenti la pubblica funzione", escludendo però l'aggravante della premeditazione ipotizzata fino alla chiusura delle indagini. In questo modo, Cinturrino non rischia più l'ergastolo e potrà chiedere il processo con rito abbreviato, cosa che lo porterà a ottenere uno sconto alla pena finale.
Cinturrino aveva sparato a Mansouri lo scorso 26 gennaio durante un servizio di contrasto al traffico di stupefacenti nel boschetto di Rogoredo. L'ex poliziotto aveva esploso un solo colpo con la sua pistola di servizio, una Beretta 9×19, da circa 30 metri di distanza e colpendo il pusher 28enne alla testa, uccidendolo.
Prima di quella sera, come ricostruito alla Procura, Cinturrino aveva più volte minacciato Mansouri, che era conosciuto come "Zack", con frasi come: "O ti arresto o ti ammazzo" o, tramite altre persone ascoltate come testimoni, "dì a Zack che se lo prendo lo ammazzo" e "dì a Zack che quando lo vedo lo ammazzo". Gli avvocati Bianucci e Giugno hanno sempre sostenuto l'assenza della premeditazione del gesto di Cinturrino, sottolineando che quel giorno era stato chiamato dai suoi colleghi come rinforzo, mentre lui si trovava da tutt'altra parte. Inoltre, non sarebbe mai esistito un piano per uccidere Mansouri.
Gli stessi legali, al termine dell'ultimo interrogatorio davanti al pm Tarzia, avevano spiegato che in caso di caduta dell'aggravante della premeditazione avrebbero chiesto il rito abbreviato per il loro assistito. Nel frattempo, l'ex poliziotto (destituito dalla polizia di Stato) rimane coinvolto nel secondo filone dell'inchiesta che riguarda altri presunti reati come sequestro di persona, estorsione, concussione, spaccio di droga e arresto illegale.