“Mi minacciava di morte. Era geloso e ossessivo”, la storia di Ilaria vittima di violenza psicologica

"Mi ripeteva che non valevo niente, né come madre né come donna. Un giorno è andato da mio padre e gli ha detto che io sono una put**na". Si apre così la storia di Ilaria (nome di fantasia per tutela della privacy) che a Fanpage.it ha raccontato la sua relazione, segnata da violenza psicologica e manipolazioni, che ha avuto con l'ormai ex compagno e padre dei suoi due figli.
Ilaria oggi ha 49 anni. I fatti risalgono a quando ne aveva 33 e abitava in un comune in provincia di Milano al confine con il Piemonte. All'epoca aveva da poco rincontrato l'uomo che sarebbe diventato suo compagno, conosciuto durante l'adolescenza.
"Dopo tanti anni ci siamo ritrovati, messi insieme e fatto due figli. Lui fin dalla nascita del primo figlio ha cominciato ad assumere un atteggiamento aggressivo, nei modi e nelle parole. Era geloso, sempre di più, e mi riempiva di insulti. Non voleva che lavorassi, che frequentassi altre persone. Ha iniziato a isolarmi. Se dovevo incontrarmi con delle amiche voleva esserci per forza anche lui, altrimenti non mi permetteva di andare", ha detto Ilaria a Fanpage.it spiegando che quella con cui ha avuto a che fare non è una violenza fisica ma una violenza psicologica, "non meno grave però".
Niente botte, ma minacce. Niente aggressioni, ma stalking. Niente schiaffi, ma isolamento. La storia di Ilaria, come quella di tante altre donne che come lei poi si sono rivolte a Scarpetta Rossa, associazione di promozione sociale contro la violenza sulle donne, è fatta di abusi emotivi e manipolazioni, che vanno a intaccare ogni parte del corpo.
"Vivevo nella paura e nell'angoscia. Non sapevo più come comportarmi. Poi un giorno dopo aver ricevuto una scarica di insulti per aver fatto solo presente che indossava un paio di pantaloni non stirati, ho deciso di lasciarlo e di andare a denunciarlo ai carabinieri. Da quel giorno ho continuato a denunciarlo per i due anni successivi. Nel tempo ha provato a investire mia madre in auto e ha insultato pesantemente mio padre. Nonostante il divieto di avvicinarsi a me si è presentato sotto casa, scavalcando il cancello, e ha cominciato a urlare che voleva ammazzarmi. A quel punto sono arrivati i carabinieri e l'hanno portato via. È stato fermato e dopo tutti gli accertamenti è stato arrestato per cinque anni. Ha perso la patria potestà".
Ilaria dopo tutto quello che le è accaduto ha deciso poi di trasferirsi insieme ai suoi due bambini e di cambiare vita. Oggi è più serena ma il ricordo di quei momenti ancora la inquieta e turba.
In Scarpetta Rossa ha trovato – racconta ancora a Fanpage.it – un appoggio concreto dal punto di vista psicologico e psicoterapeutico. L'associazione non mette a disposizione solo case rifugio e alloggi temporanei ma anche gruppi di ascolto e sostegno, consulenza legale, centri di primo ascolto.