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Le lasciano un’eredità milionaria, scopre che la sorella avrebbe provato a sottrarla: “Usati almeno 250mila euro”

A Milano una donna si è rivolta all’investigatore privato Luca Gariboldi per fare luce sui comportamenti opachi della sorella. Ha scoperto che per anni un uomo facoltoso (presumibilmente il padre biologico) versava soldi per lei e le avrebbe lasciata una lauta eredità, che la sorella avrebbe provato a sottrarre. Potrebbe aver sottratto almeno 250mila euro:”Possiamo dire che, sulla base di quanto emerso, vi sarebbe con ragionevole certezza almeno una somma minima di circa 250mila euro”, ha detto Gariboldi a Fanpage.it.
A cura di Ilaria Quattrone
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La storia che stiamo per raccontare potrebbe tranquillamente essere la trama di un film. Siamo a Milano e la protagonista è una signora, alla quale potrebbe essere stata sottratta l'eredità lasciata dal padre biologico, che non ha mai conosciuto. Un uomo facoltoso, molto noto, vissuto a Verona, che si è poi scoperto versava annualmente denaro per la donna.

"Siamo stati contattati a fine novembre, poco prima delle festività natalizie, dalla signora Lucia (nome di fantasia) e dalla figlia Maria (nome di fantasia). Ci siamo trovati di fronte a una vicenda familiare complessa, segnata da dubbi sedimentati nel tempo e da una richiesta precisa: fare chiarezza su dinamiche che, da semplici sospetti, avevano progressivamente assunto contorni più concreti. La vicenda si è sviluppata tra il luogo di residenza della nostra cliente e Milano", ha raccontato a Fanpage.it Luca Gariboldi, investigatore privato e fondatore di Lumen Investigazioni.

Luca Gariboldi, l’investigatore privato
Luca Gariboldi, l’investigatore privato

Gariboldi ha spiegato che la donna, che si è rivolta alla loro agenzia, era intimorita dalla possibilità che nella sua famiglia, in particolare modo da parte della sorella, si fossero sviluppati nel tempo "comportamenti opachi": "Fin dai primi colloqui è emerso come non ci si trovasse di fronte a un singolo episodio isolato, ma a una pluralità di elementi che, letti nel loro insieme, suggerivano una situazione più articolata".

La storia familiare di Lucia è abbastanza complessa. Da bambina insieme alla madre, alla sorella e a un altro parente andavano spesso a Verona. Lasciate le bimbe con il familiare, la donna si recava altrove e tornava dalle figlie con scatole e buste. Durante la loro infanzia e adolescenza, le sorelle, nonostante la madre lavorasse saltuariamente, permetteva a entrambe uno stile di vita abbastanza agiato. Da adulta, quando la madre era ormai morta, Lucia ha notato che anche la sorella aveva iniziato ad avere uno stile di vita elevato e in contrasto con le entrate lecite, di cui la famiglia era a conoscenza. A questo, si è poi aggiunta l'insistenza con cui la sorella cercava di frugare nella borsa di Lucia o di accedere al suo portafoglio spesso utilizzando pretesi banali.

Quando Lucia ha smarrito il documento d'identità, ha deciso di rivolgersi a un investigatore privato convinta che la sorella potesse centrare qualcosa e con l'intento di far chiarezza sui suoi comportamenti strani. Da lì, ha scoperto che la madre ha ricevuto per anni denaro da un uomo facoltoso residente a Verona. Alla morte della donna, i soldi avrebbe iniziato a gestirli la sorella che avrebbe quindi iniziato a utilizzarli per questioni personali.

Il monitoraggio dei movimenti della sorella di Lucia da parte degli investigatori, ha infatti permesso di scoprire diversi accessi a uno studio notarile ad alcuni studi legali di Milano: "A quel punto si è reso necessario intervenire, esibendo al notaio la denuncia di smarrimento del documento d'identità di Lucia. In seguito a questo passaggio, il notaio ci ha confermato che risultava aperta una pratica ereditaria riferita a Lucia e collegata ad Aldo (nome di fantasia per l'uomo veronese)".  Una pratica che era stata aperta con una persona, che lui aveva creduto essere Lucia.

L'uomo quindi era morto e per poter accedere all'eredità era necessario apporre una firma e presentare documenti. Da qui, l'ipotesi che la donna abbia sottratto i documenti alla sorella.

L'ipotesi avanzata è che Lucia potrebbe non essere la figlia biologica della famiglia in cui era cresciuta. È bene precisare che non vi sono prove di un'adozione in senso formale. Lucia è sempre cresciuta all'interno della sua famiglia come figlia legittima e naturale: "Allo stato attuale, il quadro emerso dagli elementi raccolti, dalla ricostruzione degli eventi e da quanto successivamente ammesso dalla sorella porta in modo molto forte in quella direzione. Tuttavia, sotto un profilo strettamente tecnico, l’accertamento genetico di parentela non è ancora stato eseguito. Quindi possiamo dire che si tratta di una ricostruzione oggi molto solida sul piano fattuale e indiziario, ma non ancora formalizzata attraverso un test del Dna", ha aggiunto l'investigatore.

A ogni modo, le indagini hanno permesso di ipotizzare che la sorella della cliente abbia sottratto diverse somme di denaro. È impossibile quantificare una cifra: "Trattandosi di una vicenda che si sarebbe protratta per molti anni, una quantificazione precisa è molto difficile. Possiamo però dire che, sulla base di quanto emerso, vi sarebbe con ragionevole certezza almeno una somma minima di circa 250mila euro, verosimilmente riconducibile a un contributo per l’acquisto di una casa. Facendo invece una stima complessiva e necessariamente approssimativa dei versamenti che potrebbero essersi susseguiti nel tempo, il totale potrebbe anche superare il milione di euro. Resta comunque una valutazione orientativa, anche perché parliamo di fatti molto risalenti e non è affatto detto che Aldo tenesse una contabilità puntuale di quanto aveva dato o destinato a Lucia".

Alla luce di quanto scoperto, Lucia ha aperto le "opportune iniziative legali nei confronti della sorella, che avrebbe ammesso i fatti nel tentativo di ridimensionare le proprie responsabilità. Nel complesso, quindi, non si trattava più soltanto di sospetti, ma di un insieme di elementi convergenti".

"La nostra attività si è conclusa con la consegna degli elementi raccolti e con la possibilità, ove necessario, di testimoniare in sede giudiziaria confermando il contenuto dei report e la piena liceità delle attività investigative svolte. Per quanto sappiamo, a inizio 2026 la vicenda è poi proseguita sul piano legale, ma non abbiamo ricevuto ulteriori aggiornamenti completi sugli sviluppi successivi. Sappiamo che la questione ha avuto un seguito giuridico, ma non abbiamo oggi un quadro definitivo sull’esito". 

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