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Ilaria Salis dalla detenzione all'elezione in Europa

Negati i domiciliari a Ilaria Salis, l’avvocato: “Subito dopo Pasqua faremo ricorso in appello”

I legali di Ilaria Salis, in carcere a Budapest perché accusata di aver partecipato all’aggressione nei confronti di due neonanizisti, solo qualche giorno dopo Pasqua potranno fare ricorso sulla decisione della Corte ungherese di non concedere i domiciliari alla detenuta italiana.
A cura di Giorgia Venturini
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Ilaria Salis
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Bisognerà attendere qualche giorno dopo la Pasqua per poter fare ricorso alla decisione della Corte ungherese di rigettare la richiesta dei domiciliari per Ilaria Salis, l'insegnante di Monza in carcere a Budapest perché accusata di di aver partecipato all'aggressione nei confronti di due neonanizisti durante la manifestazione "La Giornata dell'Onore".

"Subito dopo – ha spiegato all'Ansa l'avvocato difensore ungherese Gyorgy Magyar – e sicuramente entro i termini fissati, noi presenteremo il ricorso contro questa ordinanza alla Corte d'appello che ha già emesso una sentenza a nostro favore, riguardo la traduzione di tutti gli atti del processo in italiano". Il legale si è poi rifiutato di fare ipotesi sui tempo della sentenza sull'appello.

L'ultima udienza si è tenuta ieri giovedì 28 marzo: Ilaria Salis è arrivata ancora ammanettata e con catene alle caviglie. L'insegnante ha da sempre infatti denunciato le condizioni con cui è trattata anche in carcere. Da qui la richiesta ai domiciliari negati però ieri in aula in Tribunale in Ungheria. Ieri Ilaria Salis ha dato autorizzazione, con una lettera consegnata ai suoi legali, alla pubblicazione delle immagini che l'avrebbero ritratta in quelle condizioni durante l'udienza.

Ilaria Salis entra in Tribunale a Budapest per l'udienza del 28 marzo (frame da Maurizio Acerbo - X)
Ilaria Salis entra in Tribunale a Budapest per l'udienza del 28 marzo (frame da Maurizio Acerbo – X)

A Fanpage.it il legale italiano di Ilaria Salis, Eugenio Losco, ha commentato così la decisione della Corte: "È una misura incomprensibile. Il giudice ha ritenuto di non poter modificare la misura cautelare in considerazione del fatto che consiste ancora il pericolo di fuga. Ma questo il giudice lo desume dal fatto che a Ilaria viene contestato un reato molto grave, si tratta di una considerazione priva di fondamento, abbiamo posto nuovi elementi, come un domicilio in Ungheria a Budapest e quindi la garanzia della presenza di Ilaria alle successive udienze".

Ora il padre di Ilaria, Roberto, chiede ancora alle istituzioni che vengano presi provvedimenti. E questa volta si è rivolto in modo formale al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "Ho mandato una Pec al presidente della Repubblica, una lettera molto asciutta riferendomi a quella che gli avevo inviato il 17 gennaio e a cui aveva subito risposto. È il garante della Costituzione e l'articolo 3 si applica a tutti i cittadini italiani: può intervenire sul governo Orban e deve smuovere il governo italiano perché evidentemente non ha fatto quello che doveva fare".

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