È unanime e bipartisan il cordoglio per la scomparsa di Marco Formentini, ex sindaco di Milano tra il 1993 e il 1997. L'ex amministratore e politico è morto oggi a Milano all'età di 90 anni. Tra i primi a esprimere il loro cordoglio è stato il segretario della Lega, Matteo Salvini: comprensibile, dal momento che Formentini è stato il primo e finora unico sindaco leghista di Milano. "Buon viaggio Marco, primo sindaco leghista di Milano, uomo onesto, coraggioso, concreto e generoso – ha difatti scritto su Twitter il leader del Carroccio -. Proteggi la nostra Milano e la nostra Italia da lassù". A legare Salvini a Formentini c'è anche una data, il 1993, anno in cui, con l'elezione del primo cittadino, iniziò anche la carriera politica di Salvini nel Consiglio comunale del capoluogo lombardo.

La scomparsa di Formentini arriva all'indomani del messaggio con cui Roberto Rasia Dal Polo, candidato in pectore del centrodestra alle prossime elezioni Comunali milanesi di quest'anno, ha sciolto le riserve annunciando di essere pronto a sfidare Beppe Sala. Tra coloro che hanno scelto Rasia Dal Polo c'è il commissario cittadino della Lega Stefano Bolognini, assessore regionale lombardo e fedelissimo di Salvini, che ha ricordato così Formentini: "Un saluto commosso e una preghiera per Marco Formentini, illuminato Sindaco di Milano dal 1993 al 1997, o meglio Borgomastro come lui amava definirsi. Ma soprattutto grazie per aver guidato la città, dopo le macerie di Tangentopoli, ridando ai Milanesi fiducia nelle istituzioni, e proiettando la nostra città verso la dimensione moderna che ancora oggi la caratterizza". Bolognini ha poi ricordato alcuni dei meriti di Formentini: "A lui si deve l'avvio della Milano moderna che oggi conosciamo. La prima vera grande isola pedonale di Milano, in via Dante, quando a molti sembrava una follia pedonalizzare il centro e deviare la linea 60, la realizzazione e il forte investimento sul passante ferroviario come asset importante della mobilità urbana e metropolitana, la prima vera sede fieristica moderna della città, realizzata al Portello, la ristrutturazione del Teatro Dal Verme, dopo anni di stallo e di blocco dei lavori, la realizzazione del primo hub aeroportuale della città (Malpensa 2000), sono solo alcuni dei risultati della sua giunta, che hanno proiettato, con straordinaria lungimiranza, Milano a essere città moderna e all'avanguardia nel paese e in Europa".

Sala: Uomo politico di cui Milano può essere orgogliosa

A ricordare meriti e importanza della figura di Formentini anche l'attuale sindaco di Milano, Beppe Sala: "È stato un uomo politico di cui Milano può essere orgogliosa – ha scritto Sala su Facebook -. Partigiano, cuore socialista, segretario della giunta della Regione Lombardia di Piero Bassetti, aderisce alla Lega in un percorso di continua ricerca di nuove soluzioni politiche per il nostro Paese. Nel 1993 diventa il primo sindaco di Milano eletto direttamente dai cittadini milanesi. La sua Giunta sperimentò una scelta di figure per lo più indipendenti dallo schieramento dei partiti. Ebbe una navigazione non semplice, chiese e ottenne l’appoggio della sinistra per concludere il suo mandato. Da parlamentare europeo, aderì alla Margherita (in Europa “I Democratici”), portando la sua esperienza e la sua visione anche nell’alveo del centro sinistra. Lasciò in eredità la pedonalizzazione dal Duomo a San Babila, la linea 3 della metropolitana e il primo progetto della linea 4. Ma soprattutto, dopo uno dei momenti più critici della storia di Milano del dopoguerra, seppe farsi apprezzare per quelle doti umane che un sindaco non deve mai dimenticare di esercitare nei confronti dei suoi cittadini. Grazie, Marco. Non ti dimenticheremo". Tanti coloro che hanno espresso un pensiero per Formentini. Dalla segretaria del Pd metropolitano di Milano Silvia Roggiani, al capogruppo dei dem in Consiglio regionale Fabio Pizzul, che lo ha ricordato come un uomo "onesto intellettualmente e capace di grande ascolto".

Calderoli: Amico che mi ha insegnato a fare politica

Ma i ricordi più vividi sono di coloro che hanno condiviso più da vicino l'epopea leghista di Formentini: "Una persona che conoscevo e apprezzavo da più di trent’anni: è stato il mio primo capogruppo alla Camera dei Deputati, per un anno, prima di diventare il sindaco di Milano, ma è stato anche un amico – ha scritto il vice presidente del Senato Roberto Calderoli -. Mi era spiaciuto molto quando aveva scelto di lasciare la Lega per passare con la Margherita ma per me resterà sempre uno di quelli, insieme a Umberto Bossi, che mi ha insegnato a fare politica e a viverla con impegno e passione". L'ex governatore leghista della Lombardia Roberto Maroni ha ricordato Formentini pubblicando due foto in sua compagnia sul suo profilo Facebook e ringraziandolo per i "momenti magici" vissuti insieme. Il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha invece ricordato come a lui si possa attribuire "l'impulso, fatto di scelte concrete, che ha prodotto la ‘rinascita' di Milano. Una persona perbene, molto competente e affabile – ha proseguito il governatore -. L'ho conosciuto personalmente e ne ho potuto apprezzare i suoi modi genuini ma, allo stesso tempo, risoluti. Non dimenticherò mai il suo sorriso rassicurante".