Alcune, come quella di Silvio Berlusconi, erano poco più che suggestioni che comunque hanno conquistato lo spazio dei mezzi di informazione. Altre invece sembravano ormai quasi certezze, come quella di Gabriele Albertini, ma sono poi evaporate, non senza polemiche, ufficialmente per "motivi personali" ma in realtà anche per mancata unità di intenti nel centrodestra. Il candidato sindaco del centrodestra a Milano continua ad essere un problema: sembra che nessuno voglia assumersi l'onere e l'onore di sfidare Beppe Sala, che lo scorso 8 dicembre aveva annunciato la sua ricandidatura. E l'elenco dei nomi "bruciati" dal centrodestra, oltre a Berlusconi e Albertini, si allunga.

L'ultimo gran rifiuto: Letizia Moratti

L'ultima ad aver comunicato di essere stata contattata per correre a sindaca e di aver rifiutato è stata l'attuale vice presidente e assessora al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti: "Mi era stato chiesto, ma precedentemente al mio impegno in regione – ha detto Moratti alla trasmissione di Rai 1 ‘Oggi è un altro giorno' -. Io ho ritenuto questo impegno prioritario quando poi mi è stato chiesto, perché vedo che la sanità è un punto cardine per poter dare quella garanzia di poter avere diritto alla salute, diritto allo studio, diritto al lavoro. Passa tutto per attraverso la sanità. La mia scelta è stata quella di impegnarmi in questo ambito". Anche Letizia Moratti, come Gabriele Albertini, è già stata sindaca del capoluogo lombardo. E aver pensato a lei come possibile sfidante di Sala conferma come il centrodestra forse non abbia un nome "nuovo", ritenuto davvero in grado di insidiare l'ex commissario unico dell'Expo.

Ma in realtà anche qualche "volto nuovo" ha provato ad affacciarsi nella futura competizione elettorale delle Comunali di ottobre, anche in questo caso senza successo: lo sanno bene Roberto Rasia Dal Polo, giornalista e manager della comunicazione che a Capodanno sembrava in pole come candidato del centrodestra (cercato e sponsorizzato dalla Lega) e Simone Crolla, consigliere delegato dell’American chamber of commerce a Milano che – anche in questo caso non di sua sponte, ma sollecitato – aveva annunciato la propria disponibilità a candidarsi.

Torna a circolare il nome di Lupi, che si era però già sfilato

Alla fine non se n'è fatto niente. Per Matteo Salvini è colpa dei "signor no" all'interno del centrodestra, che a Milano come a Roma hanno bloccato i "candidati giusti: Albertini e Bertolaso". Ma Fratelli d'Italia rifiuta il ruolo di guastatore e parla invece di tavoli per decidere le candidature che non sono mai organizzati. Adesso tornano in lizza nomi che ufficialmente avevano rifiutato la candidatura, come l'onorevole ed ex ministro Maurizio Lupi, e altri ancora: il professore della Bocconi Maurizio Dallocchio e l'ex amministratore delegato di Telecom Riccardo Ruggiero. Ma la sensazione è che alla fine il reale candidato del centrodestra a Milano possa essere anche un nome diverso da tutti quelli già circolati.