Gabriele Albertini non sarà il candidato sindaco del centrodestra a Milano. Lo ha annunciato lo stesso ex primo cittadino milanese in una lettera aperta pubblicata sul quotidiano "Libero", nel quale ha parlato di "motivi famigliari": "Grazie miei cari concittadini, mi avete reso, per qualche giorno, davvero felice della vostra riconoscenza, del vostro grato ricordo – si legge nella lettera -. Stavo per cedere, per dire sì ma mi sono fermato davanti alla mia famiglia ‘bicellulare' (siamo solo in due a vivere insieme) e a mia moglie non potevo infliggere un disagio, per lei così insopportabile, per un terzo quinquennio".

Albertini: Se fossi stato eletto avrei voluto Sala come vice

Gabriele Albertini compirà 71 anni a luglio ed è stato già sindaco di Milano dal 1997 al 2006. Considerato una personalità indipendente, politicamente è passato da Forza Italia ad Alternativa popolare. Già senatore ed eurodeputato, il suo nome era spuntato trai possibili sfidanti di Beppe Sala per il centrodestra, anche dopo un caffè con Matteo Salvini che una decina di giorni fa aveva appoggiato con forza la sua candidatura. Eppure Albertini, che non si era mai sbilanciato sulla scelta sottolineando come non fosse mai arrivata un'investitura unitaria dal centrodestra, in un altro passaggio della missiva su "Libero" ha parlato proprio, in termini positivi, di quello che avrebbe potuto essere il suo principale rivale: "Se fossi stato eletto ecco il mio primo atto di sindaco di Milano: chiedere a Beppe Sala di entrare nella Giunta municipale come vicesindaco, magari accompagnato da alcuni assessori suggeriti da lui o dalle forze politiche responsabili che lo sostengono".

Il centrodestra ancora senza un candidato

Al di là delle reale ragioni che abbiano spinto Albertini alla rinuncia, il dato politico è che adesso il centrodestra, a maggio inoltrato, non abbia ancora trovato il nome dello sfidante di Beppe Sala alle prossime elezioni Comunali, che si terranno in autunno. I vari nomi usciti, da Roberto Rasia Dal Polo a Simone Crolla, sembrano non aver convinto appieno tutti i partiti della coalizione. La ricandidatura di Sala, annunciata lo scorso 8 dicembre, è d'altronde ingombrante e scomoda: e se anche l'unico che secondo i sondaggi poteva tenergli testa, Albertini, ha rinunciato alla sfida, si attende davvero di capire chi si assumerà l'onere di portare avanti una campagna elettorale difficile (anche per via della pandemia) e il cui esito, almeno al momento, appare scontato.