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“Milano mi ha dato tanto, ma senza casa fai la vita da pezzente. Sono tornata nella mia città”: la storia di Silvana

Silvana 38 anni fa ha lasciato la sua terra per trasferirsi a Milano. Nel 2025 è tornata a Reggio Calabria: “Milano mi aveva offerto tanto a suo tempo, in termini di possibilità e iniziative varie, per mostrare alla fine la sua faccia più crudele e impietosa”, ha scritto a Fanpage.it.
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La nostra redazione riceve spesso lettere come quelle di Silvana: persone che vivono in metropoli come Milano o Roma e, spesso, sono costrette a cambiare vita perché i costi sono insostenibili. Se anche tu hai una storia simile e vuoi raccontarla a Fanpage.it, puoi scriverci alla mail segnalazione@fanpage.it o cliccare qui

Silvana 38 anni fa ha lasciato la sua terra d'origine per trasferirsi a Milano. Dopo diversi anni vissuti nel capoluogo lombardo, nel 2025 ha deciso di tornare nella sua terra d'origine: Reggio Calabria. Lo ha fatto perché i costi della metropoli sono diventati sempre più insostenibili. E, proprio guidata dalla volontà di poter sostenere una quotidianità più vivibile, ha scelto di tornare. Ha poi voluto condividere la sua storia con Fanpage.it, scrivendo una lettera dal titolo: "Da sola a 56 anni, un aereo quasi improvviso mi riporta 38 indietro nelle terre del Sud. Obiettivo: svolta totale". Abbiamo quindi deciso di pubblicare integralmente, il testo che ha inviato:

"Trasferimenti e traslochi ce ne sono tanti e già di per sé traslocare e perdere i tuoi punti di riferimento è un piccolo trauma. Ma se a ciò si aggiunge che il trasferimento è da Milano a Reggio Calabria e il tutto è gestito da una persona non più giovane, senza alcun aiuto, che non guida, la cosa si complica. Ma presa la decisione, non ho mai mollato. Per approdare alla fine, come quasi in un disegno guidato, ad abitare nella stessa via dove abitavo 38 anni prima. Eh sì! Milano mi aveva offerto tanto a suo tempo, in termini di possibilità e iniziative varie, per mostrare alla fine la sua faccia più crudele e impietosa. O forse ero stata io che certi aspetti del vivere li avevo sottovalutati.

A Milano, ora, se non hai una casa di proprietà, a tempo debito comprata, fai la vita del pezzente, lavori e consegni gran parte dei tuoi introiti per affitti stratosferici oppure risparmi (per così dire) e vivi in condizioni borderline. È successo anche a me: per anni ho tollerato una casa dove la doccia era poco più di un tombino sul pavimento, come nelle vecchie pensioni economiche della Riviera. Rabbia e iniziativa e voglia di cambiare a ogni costo, non importa come, mi hanno portato a quel viaggio del maggio 2025 in cui, comprando casa, ponevo le basi per ritornare nella mia città natale Reggio Calabria. Certo meno servita, forse più arretrata sotto alcuni aspetti, ma con un clima e un mare notevoli e sicuramente più vivibile.

E questa storia che ha visto tante fatiche vissute in solitaria mi ha insegnato alcune cose. La prima: Non rassegnarti, non pensare ormai è così e non si può fare più nulla. In qualunque momento della vita c'è sempre una via d'uscita anche se non è comoda. Seconda lezione: capire ciò che è importante e ciò che è solo un orpello. Liberarsi di tutto ciò che è superfluo. E quando traslochi da solo, affidandoti ai corrieri puoi salvare l'essenziale e forse anche meno. E comprendi che in tanti abbiamo molto più di quello che ci serve davvero e di tante cose ne puoi fare a meno. Terza lezione: conta su di te in ogni momento. Nessuno farà il cammino per te neppure sedicenti parenti e amici. La tua testa, le tue braccia, la tua anima sono il vero patrimonio. E se qualche anima buona appare fugace all'orizzonte la si accoglie e la si ringrazia. E quando  il percorso è tuo, l ‘asticella della fiducia in te stessa/o sale e riscopri in te doti che pensavi di non avere e che ti accompagneranno ancora nel cammino della vita". 

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