Diverse testimonianze oltre a un dna ritrovato proprio nell'appartamento della vittima hanno scongiurato la possibilità che il caso dell'omicidio di Hong Songmei venisse archiviato senza un colpevole. La morte di della 54enne massaggiatrice cinese risale al marzo del 2019 quando il corpo senza vita della donna fu trovato nel suo appartamento di via Esterle a Milano dove viveva con la coinquilina di Songmei. Uno stanzino ricavato dall'ex portineria di un palazzo nel quale le due vivevano e che oggi a più di un anno e mezzo di distanza dall'omicidio è ancora sotto sequestro.

Un omicidio brutale: la donna colpita alla testa e strangolata

Secondo quanto riportato da IlGiorno infatti ci sarebbero degli elementi che potrebbero portare gli inquirenti a continuare le indagini su un omicidio brutale che resta ancora avvolto nel mistero: la 54enne secondo quanto ricostruito finora dalle forze dell'ordine sarebbe stata colpita con forza e profonda rabbia scaturite probabilmente dopo una lite avvenuta per una questione di soldi. Il suo corpo ormai senza vita è stato ritrovato con una profonda ferita alla testa ma a provocarne la morte è stato presumibilmente uno strangolamento così come hanno mostrato i segni sul collo: inoltre il suo assassino le avrebbe messo un cuscino sulla bocca.

Le due probabilmente si prostituivano in casa

Un delitto che nasconde profonda rabbia e che ora potrebbe essere connesso al lavoro svolto dalla vittima che oltre a fare la massaggiatrice frequentava il locale di karaoke saltuariamente come cameriera. A dare l'allarme il giorno del ritrovamento del corpo della donna era stata proprio la coinquilina della vittima che è stata iscritto nel registro degli indagati nell'agosto dello stesso anno. Le due donne ricevevano in casa i loro clienti, a cui ufficialmente offrivano massaggi. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, in realtà entrambe si prostituivano.