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Covid 19
9 Novembre 2020
11:23

Milano, di 2.000 pazienti al giorno che chiamano il 118, ben 800 presentano sintomi Covid

Duemila cittadini al giorno, in media, chiamano il 118 nel Milanese. Di questi, ottocento lamentano sintomi da Covid, circa il 40 per cento del totale. La battaglia di Milano si fa più serrata ma non è aiutata nel pratico. L’Azienda regionale emergenza urgenza della Lombardia ha i centralini in tilt: le ambulanze non bastano, gli ospedali sono saturi. Nel capoluogo di regione si sta vivendo un momento di crisi senza precedenti.
A cura di Filippo M. Capra
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La battaglia di Milano contro il Coronavirus si sta combattendo chiamata dopo chiamata, tampone dopo tampone, ricovero dopo ricovero. L'Azienda regionale emergenza urgenza della Lombardia è subissata di chiamate di cittadini che hanno bisogno di assistenza, tanto da mandare in tilt il numero unico che non riesce così a rispondere a tutte le richieste. Solo nella Città metropolitana di Milano, sono ben 2.000 le chiamate quotidiane, in media, ricevute. Di queste, come confermato da fonti sanitarie a Fanpage.it, circa 800 sono da parte di cittadini che presentano sintomi da Covid-19, ovvero il 40 per cento del totale. Ciò significa che su dieci chiamate, quattro sono potenziali casi di contagio.

Areu in tilt, le ambulanze non bastano: i medici vogliono un altro lockdown (vero)

L'emergenza, denunciata a più riprese dall'Ordine dei medici di Milano e dai virologi più quotati, continua a mettere in crisi la tenuta del Sistema sanitario. L'Areu è in costante affanno nel reperire nuove ambulanze, chiedendone sempre di nuove a tutte le associazioni di categoria. Addirittura, secondo le informazioni raccolte da Fanpage.it, un'ambulanza è stata trasferita fissa a Cologno Monzese da Bergamo, in appoggio alle altre già presenti sul territorio. La gestione, ormai difficile, è considerata tragica dai vertici dell'Azienda regionale emergenza urgenza che sostengono la tesi medica secondo cui in Italia, e specialmente in Lombardia, servirebbe operare un secondo lockdown generale. Uno vero, non come quello attuato in questi giorni per cui la gente può riversarsi ancora in strada senza rischiare di essere sanzionata.

La battaglia di Milano continua nel silenzio di chi non viene ascoltato

Ma se da una parte il carico di chiamate rischia di far saltare il meccanismo di primo soccorso, dall'altro gli ospedali sono aiutati dall'istituzione del campo militare di via Novara dove da ieri, domenica 8 novembre, le ambulanze portano i degenti in codice verde per una visita in loco. In caso di ricovero, i degenti vengono portati in un ospedale della Città metropolitana. Perché a Milano non c'è più posto. Perché non ci sono solo i malati di Covid e perché le misure adottate non stanno dando i frutti sperati. La battaglia di Milano continua, nel silenzio, perché quando qualcuno parla e si espone non viene ascoltato.

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