I tempi di attesa per fare un tampone si allungano. E il sistema di tracciamento dei contatti dei positivi Covid-19 inizia ad avere qualche difficoltà. Sono diverse le storie raccolte da Fanpage.it in cui vengono segnalate le problematicità avute dopo essere stati in contatto con un caso positivo o aver presentato qualche sintomo. In realtà tutto questo era abbastanza prevedibile, visto l'aumento dei casi in Lombardia e in particolare a Milano, dove anche oggi, 15 ottobre si sono superati i 500 casi. Lo aveva anticipato anche Vittorio Demicheli, direttore sanitario di Ats Città metropolitana di Milano che in una intervista con Fanpage.it aveva spiegato come le difficoltà, comuni in tutte le grandi città, si iniziassero a percepire e che nonostante i potenziamenti di personale fatti negli ultimi giorni, un ulteriore aumento dei casi rischiava di "mandare il sistema in sofferenza e di non far tenere più sotto controllo i focolai". Proprio per questo, secondo Demicheli sarebbe necessario ridurre le possibilità di contatto al fine di evitare che il sistema vada in tilt.

Positivo al covid: "Da tre giorni aspetto di essere contattato per fornire i miei contatti stretti"

"Mio cugino, nonché mio coinquilino, ha mostrato alcuni sintomi nella giornata di domenica 11 ottobre": inizia così la storia di un ragazzo di 27 anni, che vive a Milano e che da qualche giorno lotta per poter ottenere celermente un tampone. Il suo coinquilino, tramite una struttura privata (e pagando 120 euro) è riuscito a far subito il test e avere in tempi rapidi l'esito: "Il tampone glielo hanno fatto lunedì mattina e la sera stessa gli hanno dato il risultato. Positivo. Subito dopo gli hanno fornito tutte le indicazioni necessarie per svolgere l'isolamento domiciliare e gli hanno assicurato che avrebbero segnalato la sua positività ad Ats". Se la procedura fosse andata a buon fine, il ragazzo avrebbe dovuto ricevere una telefonata in cui fornire la lista di coloro che sono entrati a contatto con lui. "Invece sono tre giorni che aspetta la chiamata. E in questi tre giorni, chiunque è entrato a contatto con lui nei giorni precedenti potrebbe essere libero di circolare e, se positivo, contagiare altre persone". La positività del coinquilino ha portato il 27enne a un isolamento domiciliare. A differenza dell'altro ragazzo, lui è ancora in attesa di fare un tampone. "Sono fuori sede e quindi il mio medico di base non è qui. Ho attivato tutte le procedure per poterlo ottenere, ma i moduli mi sono arrivati solo oggi dopo tre giorni. Quindi adesso dovrò aspettare che me lo assegnino, segnalino il mio caso ad Ats e mi contattino per fare un tampone".

In quarantena dal 4 ottobre: "Il primo tampone lo faremo dopo 13 giorni"

Simile alle loro testimonianza è il racconto di una coppia che vive a Milano. Lei non presenta nessun sintomo, ma il suo compagno sì. Su segnalazione del medico di base sono entrati in isolamento domiciliare martedì 6 ottobre. Da allora nessuno li ha contattati per fare il tampone. "Pare che la prima richiesta fatta dal medico non sia andata a buon fine. Sembrerebbe che il numero verde non sia in grado di capire se sei stato segnalato e quindi in attesa di tampone. Dopo aver avvertito più volte Ats del problema e delle nostre difficoltà, ci è stata data una risposta: faremo il tampone il 19 ottobre, dopo 13 giorni dai primi sintomi". Una storia analoga è quella di un'altra coppia che è entrata in contatto con un caso – poi risultato positivo – sabato 3 ottobre. Dopo aver saputo gli esiti dell'amico, hanno avvisato il medico di base che ha inoltrato la segnalazione: "Da quel momento nessuno ci ha avvisati di dover stare in isolamento ma noi, per senso civico, non usciamo da domenica 4 Ottobre". La coppia inizia a chiamare, tra lunedì e giovedì, diverse volte il numero verde, che li avrebbe poi rimbalzati alla guardia medica, che a sua volta avrebbe chiesto di contattare il medico di base. "Ieri pomeriggio, finalmente, ci ha contattato l'Ats dicendoci di avere avuto una segnalazione da Modena (quindi dal contatto positivo), e finalmente ci ha detto di andare a fare il tampone domani anche perché siamo quasi a fine della nostra quarantena". Per la coppia "è stata una settimana abbastanza brutta, soprattutto perché sembrava che nessuno sapesse darci delle notizie certe".