Milano accantona 100 milioni per coprire il possibile buco di bilancio di Fondazione Milano-Cortina

Il Comune di Milano ha accantonato 100 milioni di euro come garanzia per coprire eventuali buchi nel bilancio finale di Fondazione Milano Cortina. La notizia, che è stata recepita durante la presentazione della variazione al Bilancio di previsione 2026 del Comune di Milano dall'assessore al Bilancio Emmanuel Conte, ha sollevato diverse polemiche e attacchi non solo dall'opposizione, ma anche da qualcuno che è parte della stessa maggioranza.
Per farci un'idea chiara di cosa possa essere successo bisogna fare un passo indietro e tornare a 4 anni fa. Nel 2022, il Consiglio comunale aveva infatti deliberato che 113,75 milioni di euro sarebbero stati utilizzati per coprire gli impegni assunti da Palazzo Marino con la candidatura della città alle Olimpiadi invernali e Paralimpiadi. Ora di questi, 13,75 milioni sono già stati calcolati in uscita con la variazione di bilancio che, nei prossimi giorni, sarà discussa in aula. Questi andranno poi al commissario per le Paralimpiadi, Giuseppe Fasiol, per coprire le spese organizzative. Gli altri cento, invece, sono stati accantonati in attesa del bilancio finale di Fondazione e di un eventuale buco che, per dovere di cronaca, è stato stimato essere di oltre 300 milioni di euro. Quindi è vero che non è ancora certo se questi soldi saranno utilizzati, ma è vero anche che il rischio c'è.
A far sobbollire gli animi è il fatto che, quando erano state annunciate le Olimpiadi, era stato affermato che sarebbero state "a costo zero". Parole che, come è stato possibile notare con extracosti, inchieste etc, erano più sogno che realtà. E, infatti, la possibilità che il bilancio di Fondazione abbia un buco da 310 milioni è sempre più concreta. A pesare sarebbero sia i costi che sono lievitati rispetto alle valutazioni del 2010 e i ricavi che sarebbero stati di 80 milioni di euro inferiori rispetto al previsto.
Le regole organizzative e di candidatura ai Giochi prevedono che, nel caso in cui dovesse esserci bisogno, il Comune di Milano contribuirà per un quarto. Soprattutto non sarà solo il Comune di Milano a dover contribuire. Le linee prevedono infatti che, nel caso in cui dovesse essere necessario, lo Stato dovrà coprire per il 50 per cento poi il Comune di Milano, il Comune di Cortina d'Ampezzo, Regione Lombardia e Regione Veneto dovranno sborsare il loro quarto. Per questo motivo, proprio a garanzia dei rischi economici, Palazzo Marino ha accantonato negli anni la somma: "Se ci sarà da dare una contribuzione, a quel punto si andrà a dividere per quattro", ha spiegato l'assessore al Bilancio Emmanuel Conto che ha poi specificato che il Comune "essendo tenuto alla prudenza rispetto alle regole contabili" non può indicare al momento una cifra. Si ipotizza siano 100 milioni, ma bisognerà aspettare l'evidenza dei calcoli che poi dovranno essere valutati e verificati: in buona sostanza è possibile che Fondazione riesca ad assorbire parte del presunto buco. Anche Regione ha accantonato 137 milioni "per eventuali deficit gestionali".
Per il momento, inoltre, non è arrivata alcuna richiesta da Fondazione. A specificarlo è stata la collega di Conte, l'assessora allo Sport Martina Riva che ha precisato come il bilancio finale arriverà non prima di dicembre 2026. È plausibile che vi sia un deficit di bilancio e proprio questa possibilità ha allarmato diversi consiglieri preoccupati che il Comune debba sborsare questa cifra. Alessandro Giungi, presidente della Commissione Olimpiadi e Paralimpiadi, ha affermato: "Sull'ipotesi di dover erogare 100 milioni dei milanesi, non vorrei che ci fossero dentro anche extracosti dei costruttori. Teniamo bloccati in totale 113 milioni che potrebbero essere usati ad esempio per realizzare un'altra piscina grande come l'Argelati". A ogni modo, Giungi ha proposto di investire quei soldi – nel caso in cui non dovessero essere utilizzati – in altro: per esempio impianti sportivi.
Enrico Marcora, esponente di Fratelli d'Italia, ha invece affermato che si era sempre "rimasti sulla linea che il Comune non dovesse contribuire ai Giochi. E mi sembra una follia che il pubblico debba pagare per ritardi o costi extra di un privato. Andare a fare Giochi in strutture miste è stato un errore, andiamo a pagare costi che in questo caso magari sono frutto di disfunzioni e ritardi del privato". Conte ha però ricordato che l'accantonamento, come abbiamo precedentemente scritto, era già stato votato nel 2022 all'unanimità: "Marcora era anche scrutatore. Le garanzie totali ammontano a 400 milioni, divise tra Regioni e città ospitanti. Milano, in qualità di socio della Fondazione, contribuirà per il 25%". Hanno poi precisato che non sono stati inseriti extracosti e che di mezzo non ci sono né Arena né Villaggio olimpico.
A ogni modo, nelle voci di variazione al Bilancio di previsione 2026 – che è stata approvata dalla Giunta – è presente un finanziamento statale di 21 milioni che serviranno per coprire gli extracosti sulla costruzione dell'Arena Santa Giulia. Ci sono poi trenta milioni per il rinnovo del contratto di lavoro del personale del Comune e 160 milioni come risultato di amministrazione da usare per investimenti.