"Ascolta sindaco, le mascherine quelle azzurre. Ne hai rubate un po' di quelle che dovevano andare alle rsa?". Questa la domanda che una dipendente del Comune di Opera ha rivolto il 22 marzo dello scorso anno al sindaco Antonino Nucera, da questa mattina agli arresti domiciliari per corruzione e peculato tanto che la Prefettura lo ha sospeso dal suo incarico. I fatti risalgono a un anno fa, poche settimane dopo lo scoppio della pandemia. Quando in Italia era iniziata la "caccia" a mascherine e guanti per proteggersi dal Covid.

Due giorni prima il prima cittadino aveva chiamato un funzionario di Città metropolitana di Milano per ottenere altre mascherine delle già 200 chieste in via ufficiale: "Me ne servono di più se riesci. Fammi questa cortesia (…) dicci mettici da parte al sindaco questa roba". Dispositivi di protezione che sarebbero dovuti finire parte agli ospiti delle case di riposo del paese, alla residenza per anziani "Anni azzurri Mirasole" nella frazione di Noverasco, e parte alla farmacia comunale. E che invece il sindaco ha distribuito ai parenti. Alla fine quel giorno ad Opera arrivano 230 mascherine, mentre il giorno successivo il sindaco Nucera parla al telefono con la ex moglie invitandola a "scendere un attimo che ti do le mascherine che poi me ne voglio andare a casa".  Alla domanda che non lascia dubbi della dipendente comunale quel 22 marzo dello scorso anno, Nucera riprende in mano il telefono e richiama il funzionario di Città metropolitana per chiedere altre mascherine.

In paese arrivano altri 150 dispositivi di protezione. Dalle indagini della Direzione distrettuale di Milano è emerso come il sindaco sia riuscito a ottenere altre mascherine sottolineando una presunta necessità di una cooperativa operante presso la rsa di Opera, così da giustificare una ulteriore assegnazione delle mascherine al Comune di Opera. "Sono un po' in difficoltà – spiega il sindaco al funzionario di Città metropolitana – siccome ho la polizia locale io ho 16 agenti (…) che gitano notte e giorno. (….) Non mi chiedere di mandare email che non ho un dipendente". Il funzionario – che non risulta tra i destinatari di una misura cautelare – alla nuova domanda di mascherine avrebbe suggerito di fare richiesta per delle cooperative sociali delle rsa. Poi dopo ci pensate voi a distribuirle a chi volete". Il sindaco cita proprio la rsa gli "Anni azzurri". Ma non è tutto: il primo cittadino si sarebbe rivolto anche ai vertici della rsa per chiedere da loro aiuto sui dispositivi di protezione. Uno di loro avrebbe risposto imbarazzato: "Prima me li dai poi me li togli? (…) Va bene tienile per te non ti preoccupare". Durante la prima ondata, come hanno riferito a Fanpage.it dalla rsa, fortunatamente non ci sono stati anziani contagiati dal Covid e che hanno risposto così al sindaco perché avevano un deposito con scorte di mascherine.

E ancora: di altre 2mila mascherine destinate alla farmacia comunale qualche giorno dopo, aveva chiaramente indicato che 500 mascherine dovessero essere tenute da parte e recapitate direttamente nel suo ufficio. Nel mese di aprile del 2020 quando il sindaco ha appreso dell'arrivo di altre 500 mascherine destinate dalla protezione civile alla rsa di Opera ha detto: "Gliene daremo 50 va bene?". Così questa mattina il sindaco di Opera è finito agli arresti domiciliari insieme alla compagna di 51 anni, responsabile dell'ufficio tecnico del Comune, e tre amici imprenditori. Il primo cittadino infatti è anche accusato di aver corruzione per aver truccato alcuni appalti per l'assegnazione di lavori pubblici in paese. I dipendenti comunali, poche ore dopo l'arresto, hanno spiegato di non aver mai avuto problemi della mancanza di mascherine durante la prima ondata Covid.