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Atm sospende i dipendenti della chat sessista: un indagato e cinque perquisizioni

C’è un indagato per accesso abusivo a sistema informatico nel caso della chat tra membri del personale Atm nella quale circolavano immagini di donne riprese dalle telecamere accompagnate da commenti sessisti: eseguite 5 perquisizioni, dipendenti sospesi.
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L'uomo che è stato fotografato dalla passeggera è il primo indagato per accesso abusivo a sistema informatico nell'ambito delle indagini sul caso della chat sessista tra dipendenti Atm nella quale circolavano immagini di donne riprese dalle telecamere di bordo di tram e autobus, accompagnate da commenti sessisti e volgari. Nel frattempo, Atm ha sospeso dal servizio, e dalla retribuzione, i dipendenti della chat.

Secondo quanto appreso, sono state anche eseguite cinque perquisizioni: nei confronti dell'indagato e di altri 4 membri (ancora non indagati). Parallelamente, gli investigatori hanno sequestrato cellulari e altro materiale informatico con l'obiettivo di ricostruire l'origine delle immagini, ossia se siano state carpite fotografando i filmati del sistema di videosorveglianza interno dei mezzi, o entrando in modo più complesso e illecito nei sistemi centrali di raccolta dei video di sicurezza. Solo nel secondo caso, infatti, l'ipotesi contestate di accesso abusivo a sistema informatico sarebbe molto più concreta. Il passo successivo sarà ricostruire quante persone facevano parte della chat e da che periodo fosse attiva. A quel punto, anche altri dipendenti potrebbero essere indagati.

Dalla denuncia alle indagini

Erano circa le 11:00 di sabato scorso quando una ragazza, intervistata da Fanpage.it, ha raccontato di essere salita sul tram 15 diretto a Rozzano. Poiché aveva con sé delle valigie, è rimasta in piedi e si è posizionata davanti a un uomo, un dipendente Atm che in quel momento era in pausa.

Da lì ha poi notato sul telefono dell'uomo una chat chiamata "Staff Ticinese" nella quale scorrevano immagini di donne e ragazze riprese sui mezzi pubblici, spesso con zoom su parti del corpo come glutei, gambe e seno. In particolare, la giovane ha riferito di essere rimasta colpita da una foto che mostrava una ragazza ripresa di spalle tramite le telecamere di bordo, con un'inquadratura concentrata sui glutei, accompagnata dal messaggio: "È il mio dolce per voi". Secondo il suo racconto, nella galleria della chat c'erano molte altre immagini simili, corredate da battute a sfondo sessista.

Dopo la segnalazione, il caso è stato diffuso pubblicamente dall'attivista e scrittrice Carlotta Vagnoli, che lo ha anche portato all'attenzione di Atm che ha subito avviato verifiche interne e sporto denuncia alla polizia riguardo all'uso improprio di immagini delle telecamere di bordo di cui i sei dipendenti (più un pensionato) hanno fatto uso. In parallelo l'azienda ha presentato un esposto al Garante della Privacy.

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