Chat sessista tra dipendenti Atm, verifiche sui telefoni dei 5 tranvieri: “Forse altre foto prese dal sistema”

La Procura di Milano ha disposto il sequestro di cellulari e dispositivi informatici non solo per il tranviere 58enne accusato di accesso abusivo a sistema informatico, ma anche degli altri quattro colleghi che, almeno per il momento, non sono indagati ma che facevano parte della stessa chat WhatsApp "Ticinese Staff". L'ipotesi degli inquirenti, infatti, è che possano esserci altre foto e video dal "contenuto oggettivamente e soggettivamente sessuale" che potrebbero essere stati presi attraverso "accessi abusivi al sistema informatico di Atm" e poi diffusi.
La foto che ha fatto partire le indagini
L'inchiesta, condotta dai pm Grazia Colacicco e Carlo Parodi, è partita a seguito della denuncia presentata da una passeggera del tram numero 15. La ragazza aveva scattato una foto del conducente, che in quel momento non stava guidando, mentre condivideva l'immagine di una giovane donna inquadrata di spalle da una telecamera di sicurezza puntata su una delle porte d'uscita, alla quale hanno fatto poi seguito commenti sessisti sulle caratteristiche fisiche della vittima del tutto ignara di quanto stava accadendo.
Quell'uomo, un 58enne, ad oggi è l'unico indagato con l'accusa di accesso abusivo a sistema informatico. Intanto, però, Atm ha fatto partire un'indagine interna che ha portato alla sospensione dal servizio e dalla retribuzione sia del conducente che dei quattro colleghi che facevano parte di quella chat.
La consulenza tecnica
Gli accertamenti tecnici disposti dalla Procura stanno cercando di capire come abbia fatto il 58enne a entrare in possesso di quell'immagine. Il tranviere potrebbe essersi introdotto illecitamente nel sistema informatico del mezzo che, come verificato dagli investigatori della polizia locale, è "accessibile esclusivamente da personale Atm". Non è comunque escluso che possa aver scattato lui stesso la foto direttamente al monitor di servizio, connesso alla telecamera, che si trova sul cruscotto del tram.
Nel frattempo, una consulenza tecnica potrebbe aiutare gli investigatori a capire se prima di quella foto ci siano state altre condivisioni di immagini o filmati dal "contenuto oggettivamente e soggettivamente sessuale". Per ora, non è possibile escludere nemmeno l'ipotesi che possano essere state diffuse a persone anche esterne all'azienda stessa.
In tutto, erano otto i membri della chat "Ticinese Staff". Oltre al 58enne indagato, ne faceva parte un dipendente Atm che negli anni scorsi era stato premiato con l"Atm Award' per merito dall'azienda, un ex dipendente ora in pensione e cinque che ricoprono incarichi amministrativi, tra cui un ispettore. Stando a quanto emerso, alcuni dei dipendenti coinvolti avrebbero provato a cancellare tracce della chat. Tre di loro, poco prima di essere sospesi dal servizio, si sono presentati in azienda chiedendo scusa e dicendosi pronti a collaborare.