Per il sindaco di Opera, Antonino Nucera, questa mattina sono scattati gli arresti ai domiciliari. Con lui anche la compagna di 51 anni, responsabile dell'ufficio tecnico del Comune, e tre amici imprenditori. Nei loro confronti i carabinieri di Milano hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare perché ritenuti responsabili, a vario titolo, di peculato, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e traffico di rifiuti. Il sindaco dovrà chiarire agli inquirenti alcune sue scelte soprattutto durante la prima ondata di pandemia: prima tra tutte quella di aver distribuito, stando a quanto scoperto dall'inchiesta della Direzione distrettuale di Milano, a stretti congiunti e a dipendenti comunali circa 2mila mascherine chirurgiche che la Città Metropolitana e la Protezione Civile avevano destinato agli anziani delle Rsa e farmacia comunale.

Appalti truccati per favorire amici imprenditori

Ma ad inchiodare il primo cittadino del paese alle porte di Milano non sarebbero solo le mascherine: le indagini, coordinata dai procuratori aggiunti Alessandra Dolci e Maurizio Romanelli e dai sostituti Silvia Bonardi e Stefano Civardi, hanno svelato che tra febbraio e ottobre dello scorso anno, Antonino Nucera, con la complicità della dirigente dell'ufficio tecnico e l'accondiscendenza di alcuni funzionari e consulenti, ha interferito in alcune procedure di gara d'appalto del Comune per assicurare l'assegnazione dei lavori pubblici a tre imprenditori attivi nel settore edile, ricevendo denaro in cambio. Lavori pubblici non di poco conto: tra questi il rifacimento del campo sportivo, delle scuole "Don Milani" e "Sacco e Vanzetti", la manutenzione del cimitero di Assago. E ancora: la fornitura di tre termoscanner per il Comune dal 11mila euro.

Gli imprenditori attivi nel traffico illecito di rifiuti

Gli imprenditori finiti ai domiciliari gestivano un traffico illecito di rifiuti: questi hanno stoccato, riutilizzato e interrato in aree di cantiere nel Comune di Opera e in aree agricole all’interno del Parco Sud di Milano circa mille tonnellate di fresato d’asfalto ed altro materiale proveniente dalle lavorazioni stradali e da altri interventi appaltati dai Comuni di Opera, Locate di Triulzi, San Zenone al Lambro, Segrate, Monza. La direzione distrettuale antimafia ha attestato che gli imprenditori falsavano il regolare recupero dei rifiuti speciali mediante "formulari" ideologicamente falsi ottenuti dai gestori di due centri di smaltimento, questi ultimi indagati a piede libero. Nel corso dell’operazione sono stati, inoltre, notificati una misura interdittiva a un architetto bresciano consulente del Comune di Opera e un decreto di sequestro preventivo di 40mila euro (prezzo della corruzione) a carico dei pubblici ufficiali indagati, nonché di due autocarri utilizzati nella commissione di reati ambientali.