Marracash sui disordini di Milano: “Aspettavo questa reazione da tempo, con le buone non cambi le cose”
"Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio. Con le buone non cambi le cose". Con queste parole Marracash ha concluso un lungo post pubblicato su Instagram nelle scorse ore in merito agli scontri che si sono verificati in questi giorni a Milano. Il rapper, cresciuto nel quartiere Barona nella periferia della città, ha rivendicato come abbia "dedicato" la sua vita "alla ribellione" e fatto delle "diseguaglianze sociali" la sua "battaglia". Le foto scelte dal cantante a corredo del testo rappresentano un manifestante che corre tra i fumogeni sventolando la bandiera italiana e un tir con appeso uno striscione che recita: "Non è solo lo sciopero del trasporto, ma anche del popolo".
Marracash, al secolo Fabio Bartolo Rizzo, ha sempre mantenuto un forte legame con la Barona e chi tutti i giorni vive la periferia della grande città. Lo scorso aprile, proprio nel suo quartiere ha organizzato insieme ai politici locali il Marra Block Party: un concerto dai biglietti a 25 euro che ha portato in piazza circa 7.500 persone. L'evento aveva raccolto oltre 230mila euro d'incasso, che il rapper ha donato al Municipio affinché quel denaro venga reinvestito nelle strutture pubbliche.
"Ho sempre creduto che l’impegno e l’autorevolezza si dimostrino e guadagnino nel tempo", ha scritto nel suo post pubblicato dopo gli scontri di Milano del 17 e 18 ottobre, "attraverso le nostre scelte, la nostra etica, il nostro lavoro, oltre ovviamente a ciò che diciamo e facciamo tutti i giorni, non solo in una storia o un post nei momenti critici". Il cantante ha quindi sottolineato di non aver "mai creduto nella protesta attraverso i social", considerata "troppo facile, cheap, non costa niente". Per lui i cantanti più giusti restano "i testi, la musica, i concerti, le interviste" e "chi mi conosce sa bene da che parte sto". In conclusione, "il potere capisce solo il potere e che è ora che il popolo mostri il proprio".