Fedez sulle proteste di Milano: “Dentro le vetrine rotte anche i rapper, non credete agli artisti ricchi”

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Fedez (foto da LaPresse)
Federico Lucia, in arte Fedez, ha pubblicato un post su Instagram nel quale sconsiglia ai giovani che hanno preso parte alle manifestazioni di questi giorni, come a Milano, di credere “agli artisti ricchi che vi sostengono. Esposti sulle vetrine ci sono anche loro”. Poi a Marracasch: “Perché alla prima della Scala ti sei fatto fotografare con Beppe Sala?”.

"Vorrei che i ragazzi che manifestano sapessero questo: sia chi vi ostracizza sia chi vi utilizza come simbolo, vi sta usando come pedine di un gioco in cui a perdere siete sempre voi. Non credete agli artisti ricchi che vi sostengono. Tutti tentano di usare le proteste, chi demonizzandole, chi facendosi il proprio gagliardetto di partecipazione. Ricordatevi la verità invece: al vostro fianco non c'è nessuno". È il monito lanciato da Fedez attraverso il proprio profilo Instagram a seguito dei disordini che si sono verificati nei giorni scorsi a Milano. Il rapper, al secolo Federico Lucia, ha deciso di esporsi dopo che diversi suoi colleghi hanno già pubblicato messaggi di solidarietà, o di condanna, per le azioni dei giovanissimi. Uno su tutti Marracash, che nelle scorse ore aveva scritto: "Aspettavo questa reazione da tempo, con le buone non cambi le cose".

"Anche gli artisti sono esposti nelle vetrine rotte del centro, simbolo delle cose che non possono avere"

Fedez ha ripercorso la "parabola del rap" che hanno vissuto tanti artisti di successo, lui compreso: "Dal niente a esibire status symbol". Si passa dalla "frustrazione di una casa brutta in periferia, di un lavoro o di una scuola del c…, di non poterti comprare niente di bello", all'adrenalina "di quando invece i soldi arrivano, la soddisfazione di poter far vedere agli altri dove sei arrivato", ha scritto il rapper. Quella stessa frustrazione l'avrebbe rivista nei ragazzi scesi in piazza lo scorso fine settimana a Milano, che hanno fatto esplodere la loro rabbia "contro tutto, ma soprattutto contro le vetrine del centro" che non sarebbero un bersaglio casuale, quanto piuttosto "il simbolo delle cose che noi non potevamo e loro non possono avere".

Secondo Fedez, però, "artisti e personaggi pubblici che celebrano la protesta, come se ne facessero parte", non si renderebbero conto di essere a loro volta "esposti in quelle vetrine, a promuovere quella idea di vita e di successo". Il rapper parla di come ormai i cantanti esibiscono orologi di lusso, vestiti, viaggi, vanno alle sfilate: tutti modi per "rivendicare con orgoglio quello che abbiamo ottenuto".

"Non credete agli artisti ricchi"

La critica, anche non troppo implicita, si è spostata poi verso Marracash. Il rapper della Barona ieri aveva pubblicato un post nel quale diceva di aver aspettato "questa reazione da tempo", con i giovani che si fanno sentire attraverso le manifestazioni, e che "con le buone non cambi le cose". "Sento dire che è giusto sfondare le vetrine da qualcuno che, alla prima della Scala, si è fatto fotografare con Beppe Sala", ha scritto Fedez, "perché non hai cagato in mezzo al palco mentre eri lì? Perché hai accettato di addomesticarti in quel momento? Perché era opportuno farlo, lo capisco".

L'appello finale è diretto ai ragazzi: "Alla fine della giornata il vostro rapper preferito tornerà in prima fila alle sfilate di Louis Vuitton e voi, dall'altra parte della vetrina, non vi accorgerete nemmeno che ad alimentare quell'odio di classe, in parte, è stato anche lui", ha concluso Fedez, "non credete agli artisti ricchi che vi sostengono, è una gara a chi arraffa di più".

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