video suggerito
video suggerito

Malato di sclerosi multipla, Christian muore a 55 anni dopo il suicidio assistito: è il terzo caso in Lombardia

Christian, 55 anni con sclerosi multipla, è morto il 18 maggio ricorrendo al suicidio medicalmente assistito: è il terzo caso in Lombardia e il diciassettesimo in Italia. L’Associazione Luca Coscioni rilancia la legge “Liberi Subito” sul fine vita.
Raccolta firme per la legge regionale in Lombardia sul suicidio assistito a Milano – Photo: Claudio Furlan/LaPresse
Raccolta firme per la legge regionale in Lombardia sul suicidio assistito a Milano – Photo: Claudio Furlan/LaPresse

Christian, 55 anni, affetto dal 1999 da sclerosi multipla, è morto nella sua abitazione lo scorso 18 maggio. La notizia è stata diffusa dall'Associazione Luca Coscioni che ha seguito il 55enne nel percorso di accesso al suicidio medicalmente assistito. Si tratta del terzo caso in Lombardia e del diciassettesimo a livello nazionale.

Secondo quanto riportato, Christian aveva avviato la procedura lo scorso febbraio, presentando richiesta alla propria Asl per la verifica delle condizioni previste dalla sentenza della Corte Costituzionale. Negli ultimi anni, infatti, la malattia aveva progressivamente compromesso le sue condizioni: non era più in grado di camminare, dipendeva dall'assistenza di altre persone e soffriva di infezioni ricorrenti e "dolori insopportabili". Così qualche giorno fa si è autosomministrato il farmaco letale dopo aver completato il percorso previsto.

Dopo la morte di Christian, l'Associazione ha rilanciato la campagna per la proposta di legge regionale di iniziativa popolare "Liberi Subito" per la quale è in corso la raccolta firme. A riguardo, il tesoriere Marco Cappato ha sottolineato come sia "indispensabile" garantire tempi rapidi nelle procedure, in linea con quanto indicato dalla Corte Costituzionale.

Anche la segretaria nazionale Filomeno Gallo ha commentato il caso, affermando che esso confermerebbe la piena applicabilità della sentenza su tutto il territorio nazionale, non solo in Toscana e Sardegna. Tuttavia, nella nota è stato evidenziato come l'applicazione delle procedure non sia uniforme tra le diverse aziende sanitarie italiane. Per questo motivo, l'Associazione ritiene necessario l'intervento di norme regionali che definiscano con chiarezza i passaggi operativi e garantiscano tempi certi, oltre a una maggiore informazione per cittadine e cittadini.

Per questo, "prosegue la raccolta firme su Liberi Subito, la nostra proposta di legge regionale sul fine vita, in Lombardia, Piemonte, Lazio e Calabria", hanno concluso. "Liberi Subito non introduce nuovi diritti, ma rende concretamente esercitabile un diritto già riconosciuto, garantendo procedure certe per la verifica dei requisiti, uniformità sul territorio regionale, trasparenza e responsabilità delle aziende sanitarie".

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views