Lucia Tognela sbranata dai cani, sequestrati cinque Dogo: gli accertamenti sulle cause della morte

C'è un punto cruciale ancora da chiarire sulla morte di Lucia Tognela, 60 anni di Bianzone (Sondrio), trovata senza vita nei boschi di Trivigno, sopra Tirano, lo scorso 23 aprile: stabilire se il decesso sia stato causato dall'aggressione dei cani oppure se i morsi rinvenuti sul corpo dell'ex geometra siano stati inferti quando la donna era già morta.
È attorno a questo interrogativo che si stanno concentrando gli accertamenti della procura di Sondrio, dopo il ritrovamento del corpo lungo un sentiero a circa 1.800 metri di quota tra Tirano e Aprica. Le profonde lesioni riscontrate, compatibili con l'attacco di animali di grossa taglia, non bastano infatti a stabilire con certezza la sequenza degli eventi.
Secondo l'ipotesi principale degli inquirenti, coordinati dal procuratore Piero Basilone, Tognela potrebbe essere stata aggredita da un gruppo di cinque Dogo argentini, spesso – stando a quanto riferito – lasciati liberi dal loro proprietario. Resta, però, aperta una seconda possibilità: la donna potrebbe aver accusato un malore improvviso – forse anche per lo spavento nel trovarsi di fronte gli animali – e solo in un secondo momento sarebbe stata morsa e dilaniata.
Per sciogliere questo interrogativo sarà decisiva l'autopsia. L'esame – che si terrà nei prossimi giorni – dovrà stabilire se le ferite siano state inferte quando la vittima era ancora in vita, evidenziando quindi una morte causata direttamente dall'aggressione, oppure se i morsi siano successivi al decesso. Un elemento chiave sarà la presenza di reazioni vitali nei tessuti che consentirebbe di capire se il corpo stesse ancora reagendo al momento dell'attacco.
Parallelamente, verranno effettuati anche alcuni esami genetici: i tamponi salivari prelevati dalle ferite saranno confrontati con il DNA dei cinque cani sequestrati, per confermare con precisione l'origine dei morsi. Intanto, appare ormai escluso il coinvolgimento di animali selvatici come lupi o orsi, ipotesi circolata nelle primissime ore. Al vaglio degli inquirenti anche il tema della custodia degli animali: i cani, secondo diverse segnalazioni, sarebbero stati lasciati liberi in un'area frequentata da molti escursionisti. Proprio per questo, sul piano giudiziario, il proprietario potrebbe essere iscritto nel registro degli indagati per omessa custodia e omicidio colposo.