Anche i primi dati del monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità confermano che la Lombardia si avvia verso la seconda settimana di seguito in zona arancione. La conferma arriverà come sempre con le specifiche ordinanze che il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà dopo la Cabina di regia di oggi, venerdì 16 aprile. Nel frattempo, in ogni caso, in Lombardia vengono accolti con soddisfazione dati che sembrano in linea con uno scenario da "zona gialla" (che però resta congelata fino al 30 aprile, secondo il decreto legge dello scorso 1 aprile) e che ieri hanno spinto il presidente Attilio Fontana a ipotizzare, già dalla prossima settimana, possibili riaperture: ma su questo aspetto si attendono decisioni dal governo.

I dati del monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità

Nello specifico, i dati resi noti dall'Istituto superiore di sanità, relativi alla settimana che va dal 5 all'11 aprile, certificano 15.129 casi di contagio in una settimana in Lombardia, in calo del 35,3 per cento rispetto alla settimana precedente. Segnalato anche un calo consistente di focolai, meno 1578. L'indice di contagio Rt, come già anticipato da Fontana, si attesta a 0,78, lontano dalla soglia di rischio pari a 1 e inferiore al dato nazionale pari a 0,85. La valutazione della probabilità è bassa mentre resta alta quella di impatto che contempla la percentuale di occupazione di posti letto in terapia intensiva e in area non critica, entrambi parametri oltre la soglia di guardia in Lombardia: in terapia intensiva siamo al 52 per cento di posti occupati, in area non critica al 42 per cento, secondo quanto reso noto da Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali). A completare il quadro epidemiologico della regione è il dato sull'incidenza settimanale di casi per 100mila abitanti: in questo caso il dato più recente parla di 162 casi ogni 100mila abitanti. Secondo il report dell'Iss, la classificazione finale complessiva di rischio per la Lombardia è moderata: nello scorso report era moderata ad alta probabilità di progressione.