E alla fine il tanto temuto passaggio in zona arancione per la Lombardia non dovrebbe esserci. Almeno stando ai primi dati relativi all'indice di contagio Rt sintomi e all'incidenza settimanale di nuovi casi calcolati da alcuni data analyst sulla base delle cifre trasmesse dalla Regione Lombardia all'Istituto superiore di sanità. Dal monitoraggio dell'Iss e dalla Cabina di regia di domani, venerdì 14 maggio, dovrebbe uscire anzi una Lombardia ancora più "gialla" della settimana scorsa. Il tanto temuto rialzo dell'indice Rt, aumentato per due settimane consecutive, sembra non esserci stato: secondo quanto scrive l'esperto di dati Fabio Riccardo Colombo su Twitter, anzi, l'indice Rt (calcolato sui casi sintomatici) è sceso a 0,87 (la settimana scorsa era a 0,92), con un intervallo compreso tra 0,85 e 0,89. In calo anche l'incidenza settimanale di casi ogni 100mila abitanti, altro parametro importante perché oltre i 250 scatta la zona rossa: in Lombardia il dato è invece attorno a 90, anche in questo caso in calo (la scorsa settimana l'incidenza era 114).

Solo domani si avrà la conferma della permanenza in fascia gialla

Finora tutti i calcoli effettuati dai data analyst sulla base dei dati in formato open forniti dalla Regione Lombardia (unica regione italiana a metterli a disposizione) si sono rivelati corretti. Bisognerà tuttavia attendere il monitoraggio di domani, e le relative ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza, per avere la conferma della permanenza della Lombardia in zona gialla. Intanto comunque anche sul fronte ospedaliero, che resta l'aspetto più critico sul fronte della pandemia di Coronavirus in Lombardia, i dati migliorano in maniera lenta ma costante. Ieri il numero di pazienti Covids ricoverati in terapia intensiva è sceso a 448 (meno 6) e quello dei pazienti Covid nei reparti ordinari è sceso a 2.441 (meno 115). Secondo Agenas la percentuale di posti letto occupati da pazienti Covid in Rianimazione è al 32 per cento, due punti in più della soglia di guardia, mentre la percentuale di posti letto occupati da pazienti Covid in area non critica è scesa al 25 per cento, ampiamente sotto la soglia di allerta fissata al 40 per cento.