UPDATE: Articolo aggiornato il 22 settembre 2020 con la replica dell'azienda 

Dopo il danno, la beffa. Le mascherine "pannolone", prodotte in grande quantità dalla Regione Lombardia in piena pandemia da Coronavirus, non solo non sono state utilizzate, ma presto potrebbero venire cedute, tramite donazione, al Kazakhstan. Per farlo, però, la Regione dovrà pagarle una seconda volta. Questa l'indiscrezione rilanciata quest'oggi, giovedì 10 settembre, da La Stampa.

Un milione di mascherine pannolone in donazione al Kazakhstan

Il primo pagamento operato da Aria all'azienda Fippi, specializzata in pannolini per bambini, è costato 8,1 milioni di euro. L'inutilità dei dispositivi di protezione individuale è stata subito identificata in diverse criticità. Dal modo in cui indossarli (vestendoli dalla testa, annullandone la sterilità) al mancato filtraggio dell'aria. Le mascherine, quindi, sono rimaste in un magazzino di Rho. Ora, qualcosa parrebbe muoversi, con una parte delle mascherine pannolone destinate al Kazakhstan (circa un milione) e un'altra ad Areu (Azienda emergenza urgenza della Lombardia, circa 500.000 pezzi). Lo ha deliberato la giunta Fontana lo scorso 7 settembre. Per farlo, la Regione Lombardia sborserà 823.500 euro ad Aria, la partecipata della Regione stessa, che aveva già sborsato la prima somma alla Fippi.

La Regione: Non è un doppio pagamento. L'opposizione: Bluffano

Per parte della cifra, Regione Lombardia potrà rifarsi sulla Protezione civile ma non è detto che ottenga il rimborso. Contattati da La Stampa, esponenti della Regione hanno fatto sapere che "non è un doppio pagamento dello stesso quantitativo ma di un ulteriore ordine necessario a mantenere inalterato il nostro livello di scorte". Che per il momento ammonta a 12 milioni di mascherine pannolone, 20 milioni di mascherine chirurgiche, e tre milioni di fpp2 e fpp3. Piccata la risposta del consigliere regionale Pietro Bussolati, che ha commentato la vicenda dichiarando che "la Regione si vergogna di dare le mascherine pannolino di cui un tempo si vantava agli operatori sanitari".

La replica dell'azienda Fippi: Noi estranei alla donazione

Sulla vicenda è poi arrivata la replica dell'azienda Fippi Spa, che si è detta del tutto estranea alla donazione.