Mercoledì 7 aprile si riaprono le porte della scuola per gli studenti fino alla prima media, nido compreso. Tutti gli altri invece dovranno attendere ancora il via libera del governo: nell'attesa continueranno le lezioni a distanza. Per ora quindi domani le scuole riaccoglieranno i bambini dell'infanzia, i piccoli alunni delle elementari e gli studenti della prima media. Con loro anche gli insegnanti, che in questi giorni hanno ricevuto almeno la prima dose del vaccino. Per un rientro in classe in tutta sicurezza però studenti e docenti dovranno continuare a rispettare le regole anti contagio: prima tra tutte la mascherina anche per gli alunni under 12. Oltre che a garantire il distanziamento sociale e igienizzarsi spesso le mani.

Cosa fare in caso di positività di un alunno o insegnante

Oltre alle norme anti contagio, bisognerà continuare a seguire un protocollo in caso di positività. Stando a quanto comunicato da Ats Milano, dovranno rispettare la quarantena, oltre allo studente o insegnante risultata contagiata, anche i contatti stretti. Resta la regola che per la ricerca del contatto stretto si considerano i due giorni precedenti alla data di effettuazione del tampone o alla manifestazione dei primi sintomi. Con alcune eccezioni: "Solo in caso di evidenza di infezione da variante virale, identificata da Ats, la ricerca dei contatti va estesa a 14 giorni antecedenti la data di effettuazione del tampone o dalla data di inizio dei sintomi". E ancora: la quarantena per il contatto stretto resta confermata a 14 giorni. Al termine dei quali Ats propone al contatto stretto di fare un tampone: "La quarantena – spiega Ats – non può essere interrotta a 10 giorni (o prima) con un tampone". In caso si tratti di una variante del Covid, al termine dei 14 giorni non sarà sufficiente fare un tampone rapido, ma sarà necessario uno molecolare. Solo così si potrà ritornare a scuola.

Chi sono i contatti stretti

In caso di positività di un alunno, tutti i compagni di classe sono da considerarsi contatti stretti. Mentre i docenti, se hanno rispettato le misure anti contagio, non sono considerati tali ma devono effettuare ugualmente un tampone molecolare e, in attesa dell'esito, possono continuare a lavorare. Nel caso invece di positività di un insegnante, anche se questo ha sempre rispettato tutte le norme, per Ats Milano gli alunni delle classi, in cui ha insegnato il docente positivo, sono da considerarsi contatti stretti. Ma c'è di più: "Qualora si verificasse un secondo caso tra gli insegnanti della classe dove ha insegnato il primo docente positivo, oppure si scoprisse il caso di una variante, tutti i docenti della classe sono da considerarsi contatti stretti e dovranno osservare la quarantena". Lo stesso vale per i nidi e per le scuole dell’infanzia: in caso di persone positive è prevista la quarantena degli alunni e degli educatori coinvolti.