L’ex boss della Mala del Brenta Felice Maniero prosciolto dall’accusa di bancarotta

L'ex boss della Mala del Brenta Felice Maniero, depresso e ricoverato in una struttura, è stato prosciolto dall'accusa di bancarotta fraudolenta e dagli altri reati finanziari contestati per il fallimento della società Anyaquae.
A deciderlo è stato il giudice Luca Tringali del tribunale di Brescia che ha accolto la linea difensiva sostenuta dall'avvocato Rolando Iorio che, attraverso consulenze e perizie, aveva cercato di dimostrare l'impossibilità di Maniero di partecipare al processo.
Le indagini
La società Anyaquae era stata dichiarata fallita dal tribunale di Brescia nel febbraio 2016 dopo che un'inchiesta della trasmissione Report aveva ricondotto la società a Maniero. L'ex capo della Mala del Brenta era quindi stato imputato insieme al figlio con l'accusa di aver distratto dal patrimonio della società beni per centinaia di migliaia di euro e di aver occultato i libri e le scritture contabili.
Il procedimento proseguirà ora esclusivamente nei confronti del figlio, per il quale la prossima udienza è fissata il 12 novembre 2026 davanti allo stesso tribunale di Brescia.
Chi è l'ex boss Felice Maniero
Felice Maniero è stato per 20 anni a capo della più grande organizzazione criminale mai sorta nel nord est italiano, tra le province di Padova e Venezia. Nel 1995 è diventato collaboratore di giustizia e, con le sue dichiarazioni, ha contribuito a smantellare la banda che lui stesso aveva creato e che è passata alla storia come la "Mala del Brenta": una vera e propria associazione a delinquere specializzata soprattutto in furti, rapine, omicidi, sequestri, traffico di droga e di armi.