A Milano il coprifuoco non basterà: è inevitabile e imminente un nuovo lockdown. A dirlo è Antonio Giampiero Russo, responsabile di Epidemiologia dell'Agenzia di tutela della salute (Ats, l'ex Asl) del capoluogo lombardo, che prevede un'imminente e ulteriore stretta per contenere i contagi da Coronavirus che a Milano sembrano ormai fuori controllo: ieri sono stati 753 nella sola città, 1858 in tutta la provincia sugli oltre 4000 totali in Lombardia. Il lockdown, secondo l'esperto contattato dall'agenzia "Ansa" "è inevitabile con un Rt a 2,35". Si tratta del tasso che misura i contagi in un dato periodo di tempo, un valore che diventa a rischio quando è superiore all'1 e che ormai da dieci giorni, come aveva spiegato anche il sindaco Beppe Sala, a Milano è superiore a 2.

Il virus si è riattivato in estate

Non basterà a frenare il contagio, secondo Russo, il coprifuoco dalle 23 alle 5 che entrerà in vigore da questa sera a Milano e in tutta la Lombardia: "Oggi Milano è come era Lodi a marzo", dice usando un paragone efficace. Secondo l'esperto il virus si è riattivato a Milano, che era stata lambita solo di striscio dalla prima fase dell'epidemia, in estate, "con le persone che sono andate ovunque in Spagna, Grecia e Croazia e hanno riportato il virus in casa". La situazione rispetto a marzo è però un po' diversa per quanto riguarda il numero di tamponi – se ne fanno di più – e la "coscienza sociale" dei cittadini che secondo l'esperto sta aumentando. Anche Russo ha confermato ciò che il direttore sanitario di Ats Milano Vittorio Demicheli aveva detto a Fanpage.ti e che è stato poi ribadito ieri anche dall'assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera, e cioè che il tracciamento dei contatti dei positivi è ormai impossibile: "Sono diventati troppi i tracing: ogni caso porta a 50 interviste, della durata di due o tre ore ciascuna. Occorre una forza lavoro che non abbiamo".

I comportamenti di quest'estate e il progressivo ritorno alla vita sociale hanno comportato che "il virus è cresciuto di più, soprattutto nelle fasce giovani, quelle che hanno figli a scuola e contatti professionali. Se Milano è veloce, è veloce anche il virus". La soluzione è quindi un lockdown, che però potrebbe durare per un tempo minore, magari due settimane, "proseguendo con eventuali altri brevi lockdown a ‘fisarmonica'". Secondo Russo "non è pensabile lasciare stabilmente aperte tante terapie intensive, troppo costose, perché stabilmente abbiamo bisogno di altri tipi di interventi": bisogna quindi "diventare capaci ad aprire e chiudere rapidamente, come hanno fatto in Cina".