La città di Milano potrebbe onorare la memoria di uno dei suoi concittadini più speciali. Si tratta del beato Carlo Acutis, il ragazzino 15enne morto nel 2006 e che, a 14 anni dalla sua morte, lo scorso 10 ottobre è stato proclamato beato dalla Chiesa cattolica durante una celebrazione che si è tenuta alla Basilica di San Francesco d'Assisi. Il consigliere comunale della Lega Gabriele Abbiati ha proposto di insignire Acutis con l'Ambrogino d'oro alla memoria, l'onorificenza cittadina più importante che viene assegnata ogni anno il 7 dicembre, giorno in cui si celebra il santo patrono Sant'Ambrogio. Oltre all'onorificenza, però, Carlo Acutis potrebbe essere ricordato dalla città in cui visse con l'intitolazione di una strada. La proposta in tal senso è stata lanciata dal gruppo leghista del Municipio 7 di Milano: "L’intitolazione di una via o di una piazza rappresenterebbe, da parte di Milano, un significativo omaggio al Beato Carlo Acutis, punto di riferimento per tutti i giovani di oggi, che incarna la santità nell’ordinario", ha detto l'assessore municipale Tiziana Vecchio.

Carlo Acutis ha vissuto a Milano in zona Fiera: la proposta del Municipio 7

Carlo Acutis è nato a Londra, dove si trovavano all'epoca i genitori, il 3 maggio del 1991, ma ha vissuto a Milano in zona Fiera, dove frequentava l'istituto Leone XIII, scuola privata paritaria fondata dai gesuiti. Il sindaco Beppe Sala lo ha ricordato così: "È stato un ragazzo come tanti che potevi incontrare con i suoi amici tutti i giorni nelle vicinanze del Leone XIII. Eppure nel suo zaino c’era, oltre ai libri da liceale, una fede talmente profonda da incendiare i cuori di chi lo ha incontrato per le strade di Milano allora e di chi lo conosce oggi sulla rete. Carlo è morto a 15 anni, fulminato in tre giorni dalla leucemia. Ma la sua vita continua a scuotere le coscienze di migliaia di giovani in tutto il mondo". Il tempo passato dalla morte di Carlo, avvenuta il 12 ottobre del 2006 (giorno in cui, da quest'anno, la Chiesa lo celebra come beato), è superiore al termine di dieci anni previsto dalla legge per l'intitolazione di una via o di una piazza. Motivo per cui, a livello burocratico, la richiesta avanzata dalla Lega potrebbe proseguire.