Nell'ordinanza del ministero della Salute attesa a ore la Lombardia dovrebbe essere indicata come zona rossa. La regione rientrerebbe nella fascia di rischio più alta individuata dal nuovo Dpcm del governo e dunque con tutta probabilità sarà oggetto di restrizioni più severe rispetto al resto del Paese: scatta il lockdown. Tra le misure principali: divieto di spostamento dal proprio domicilio salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute, chiusura delle attività commerciali non essenziali (inclusi i servizi alla persona, tranne i parrucchieri), bar e ristoranti sempre chiusi a parte per il domicilio e l'asporto fino alle 22, didattica in presenza solo fino alla prima media.

Le misure previste per la Lombardia

La Lombardia rientra nello scenario 4 definito "di massima gravità" e caratterizzato "da un livello di rischio alto". Per questo, in aggiunta alle misure nazionali (tra cui vi sono la capienza dei mezzi pubblici ridotta al 50 per cento e il coprifuoco notturno dalle 22 alle 5), nel testo del Dpcm si stabilisce: il divieto di ogni spostamento in entrata e in uscita dai confini regionali, nonché all’interno dei medesimi territori, "salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute". Restano comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita e il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Servirà, come durante il primo lockdown o per il coprifuoco, l'autocertificazione.

Negozi chiusi a parte quelli di generi alimentari e prima necessità

Per quanto riguarda le attività commerciali, sono sospese quelle al dettaglio a parte i negozi di generi alimentari, generi di prima necessità e altre categorie merceologiche (restano aperte le librerie, qui l'elenco di tutto ciò che rimane aperto). Le chiusure valgono sia per quanto riguarda gli esercizi commerciali di vicinato, sia per la media e grande distribuzione, anche nei centri commerciali. Chiudono anche i mercati a parte quelli alimentari. Tra le attività che restano aperte ci sono edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie.

Chiusi centri estetici: restano aperti i parrucchieri e barbieri

Il fatto di rientrare nello scenario di massima gravità comporterà anche la chiusura di alcuni servizi alla persona: restano chiusi i centri estetici, mentre una mediazione sul filo di lana con le Regioni ha portato al "salvataggio" di parrucchieri e barbieri, che resteranno aperti: lo svolgimento delle attività è naturalmente sempre subordinato al rispetto dei protocolli di sicurezza sul rispetto della distanza interpersonale e l'adozione dei dispositivi di protezione individuale.

Bar, ristoranti e locali sempre chiusi: consentito solo domicilio e asporto

Bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie sono chiusi anche prima delle 18: sono possibili solo la consegna a domicilio e l'asporto fino alle 22, col divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Restano aperte le mense e i catering continuativi su base contrattuale (a condizione che vengano rispettai i protocolli o le linee guida anti contagio), e gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle aree di servizio lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti.

Si potrà fare attività motoria vicino alla propria abitazione

Restano chiuse palestre, piscine, centri termali e centri benessere, ed è sospesa anche l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere svolta all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati (consentite invece nelle "zone gialle"). Sono sospesi anche tutti gli eventi e le competizioni organizzati dagli enti di promozione sportiva. Sarà consentito svolgere attività motoria individualmente vicino alla propria abitazione, purché nel rispetto di un metro di distanza dalle altre persone e con l'obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Lo svolgimento di attività sportiva è consentito esclusivamente all’aperto e in forma individuale.

Scuola in presenza solo fino alla prima media

Per quanto riguarda la scuola, infine, si allarga la didattica a distanza anche agli ultimi due anni delle scuole medie. La frequenza sarà riservata ai servizi educativi per l’infanzia e fino al primo anno della scuola secondaria di primo grado. Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza per attività in laboratorio o per alunni disabili o con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata.

Le misure per le zone rosse varranno almeno per 15 giorni

Il Dpcm dovrebbe entrare in vigore a partire dal 5 novembre e avere validità fino al 3 dicembre. Le misure previste per le "zone rosse" varranno per un periodo minimo di 15 giorni dal giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale delle specifiche ordinanze restrittive. Sarà il ministro della Salute, con specifica ordinanza, a individuare "le Regioni o parti di esse che si collocano in uno ‘scenario di tipo 4' e con un livello di rischio ‘alto'. Lo stesso ministro con frequenza almeno settimanale verificherà il permanere di una regione nella fascia più elevata di rischio o il suo "passaggio" a una fascia di rischio inferiore.

QUI le limitazioni nelle zone gialle

QUI le limitazioni nelle zone arancioni

QUI quelle nelle zone rosse dove ci sarà lockdown

QUI la lista delle attività/negozi che resteranno aperti nelle aree rosse

QUI la decisione su barbieri e parrucchieri

QUI la decisione per le librerie