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La Guardia di Finanza in Comune a Milano, nel mirino gli spazi della Galleria Vittorio Emanuele: ci sono indagati

La Guardia di Finanza si è presentata in Comune a Milano (e non solo) con un’ordine di esibizione. Nel mirino ci sono le concessioni sugli spazi commerciali in Galleria Vittorio Emanuele.
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La Guardia di Finanza di Milano sta indagando sulle concessioni degli spazi commerciali in Galleria Vittorio Emanuele, accanto al Duomo, e per questo motivo i militari del gruppo spesa pubblica del Nucleo di Polizia Tributaria si sono presenti in Comune con un'ordine di esibizione. Le forze dell'ordine, che sono coordinate dalla Procura di Milano, sono poi passate alla Soprintendenza Belle Arti e all'Agenzia del Demanio.

Le informazioni su questa inchiesta sono davvero molte poche. Stando a quanto riportato dal quotidiano Il Corriere della Sera, il fascicolo d'indagine aperto è a modello 21. Questo significa che ci sarebbero anche alcuni indagati, di cui però, per il momento, non si conoscono i nomi. Non è possibile quindi sapere se si tratti di soggetti privati o pubblici e anche quali possano essere le accuse. Sembrerebbe trattarsi di un reato contro la pubblica amministrazione. Un dato ricavato dal fatto che a firmare l'ordine di esibizione è la pubblico ministero Grazia Colacicco, che non fa parte del pool che segue l'inchiesta sull'urbanistica.

Le indagini sarebbero iniziate nel 2025 dopo un esposto presentato da Massimiliano Lisa, candidato sindaco con la lista civica Milano Libera insieme alla magistrata, ormai in pensione, Tiziana Siciliano che era a capo del pool reati contro la pubblica amministrazione e potrebbe aver assegnato proprio lei l'esposto di Lisa. Lisa è fondatore del museo Leonardo3, per il quale ha un contenzioso con il Comune e la società Duomo21 proprio sulla revoca della concessione degli spazi che si trovano all'angolo della Galleria con piazza della Scala. Dal punto di visa giuridico, le decisioni prese finora sono andate a svantaggio di Lisa, che è stato denunciato per diffamazione anche dal Comune. 

Gli accertamenti sarebbero stati richiesti sulle pratiche amministrative per gli eventi, sulle concessioni alla maison Dior e alla maison Montblanc, che hanno entrambe negozi in Galleria, sui bandi per l'assegnazione in concessione d'uso. Nell'ordine di esibizione sarebbero indicati alcuni indirizzi o società di locali e sono stati richiesti atti di una installazione pubblicitaria in piazzale Cantore. Accertamenti che potrebbero aver superato l'esposto di Lisa, considerato che c'è solo un unico punto di contatto (l'indirizzo di Duomo 21).

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