Inchiesta sugli spazi in Galleria a Milano, Lisa: “Il mio esposto era su 3 concessioni, ora si parla di 8 negozi”

La Procura di Milano ha aperto un'inchiesta sulle concessioni degli spazi commerciali dei negozi all'interno della Galleria Vittorio Emanuele II e sugli eventi con installazioni che si sono tenuti nei mesi scorsi accanto al Duomo. Come riportato dal Corriere della Sera, ieri, mercoledì 3 giugno, i militari della guardia di finanza si sono presentati a Palazzo Marino chiedendo, anche agli uffici della Soprintendenza Belle Arti e dell'Agenzia del Demanio, tutta la documentazione relativa alle pratiche amministrative. L'ordine di esibizione è stato firmato dalla procuratrice Grazia Colacicco, del dipartimento dedicato ai reati contro la Pubblica Amministrazione, ma non sono ancora noti né l'ipotesi di reato né i relativi indagati. Le indagini sarebbero partite a seguito di un esposto presentato un anno fa dall'imprenditore Massimiliano Lisa, direttore del museo Leonardo3, candidato sindaco con la lista civica ‘Milano Libera' e da due anni con un contenzioso aperto con il Comune. "Il mio esposto era in merito a una presunta turbativa d'asta e, insieme alle varie integrazioni che ho fatto, riguardava tre attività in Galleria", ha spiegato a Fanpage.it, "ora si parla di otto soggetti coinvolti e anche di installazioni di cui non so nulla, evidentemente anche secondo la Procura potrebbe esserci qualcosa che non va".
Lisa ha presentato l'esposto nel marzo del 2025 ed era relativo alla vicenda che lo riguarda personalmente. Il Comune di Milano, infatti, aveva imposto al direttore del museo Leonardo3 di dividere l'ingresso che si affaccia in Galleria con la società Duomo 21. Secondo Lisa, però, "hanno concesso quello spazio a seguito di una semplice manifestazione di interesse, mentre l'amministrazione comunale avrebbe dovuto fare un bando. Per questo motivo ho depositato l'esposto in Corte dei Conti e alla guardia di finanza per una possibile turbativa d'asta e danno erariale".
Successivamente, Lisa avrebbe integrato l'esposto con altri elementi. "Tramite alcune persone, sono venuto a sapere di altri due casi dubbi che riguardano sempre la concessione degli spazi in Galleria", ha spiegato. Stando a quanto emerso finora, i casi citati nell'ordine di esibizione firmato dalla Procura riguarderebbero le assegnazioni in concessione d'uso per otto soggetti, oltre alle installazioni in Rinascente e in piazzale Cantore. "Quando ne ho parlato durante un'audizione in Municipio 1 sono stato denunciato per diffamazione dalla Giunta comunale", ha continuato Lisa, "io ho citato tre attività, mentre delle altre cinque e delle installazioni non so nulla. Evidentemente anche chi indaga ritiene che possa esserci qualcosa che non va".
L'apertura dell'inchiesta ha sollevato dubbi anche sul ruolo che avrebbe ricoperto la procuratrice Tiziana Siciliano. La magistrata, infatti, è stata la prima titolare del fascicolo. Ormai in pensione, alcune settimane fa ha ufficializzato la sua candidatura come vicesindaca proprio nella lista civica ‘Milano Libera' guidata da Lisa. L'imprenditore, però, ha ribadito di aver solo presentato "un esposto alla Corte dei Conti e alla guardia di finanza" e non di aver "mai fatto alcuna denuncia in Procura. Il fascicolo è passato sul tavolo di Siciliano perché da lei transitava ogni cosa che riguardava la Pubblica Amministrazione. Prima di gennaio non l'avevo mai vista in vita mia e adombrare che ci fosse un collegamento precedente perché adesso si candida con me, mi sembra assurdo".