18 Ottobre 2022
7:02

Installa telecamere in casa per spiare la compagna: uomo arrestato per minaccia e violenza

Un uomo di 52 anni è stato fermato perché ritenuto responsabile di atti persecutori nei confronti della compagna: era arrivato a intercettare le sue chiamate e a installare telecamere per tutta la casa.
A cura di Giorgia Venturini

Aveva tappezzato casa con telecamere perché convinto che la compagna lo tradisse. Accecato dalla gelosia un uomo di 52 anni era arrivato persino a imporre alla donna di scegliere tra lui o le sue amiche, fino a impedirle di frequentare la famiglia d'origine. Ora l'uomo è stato fermato dai carabinieri di Brugherio.

Le telecamere installate per controllarla tutto il giorno

Dalle indagini è emerso che per giorni l'uomo controllava con i video la donna e le ascoltava le telefonate. Poi è passato alla violenza: quando la donna gli ha confessato di voler porre fine alla relazione l'uomo l'ha presa a schiaffi minacciandola poi di condividere una foto che la ritraeva in atteggiamenti intimi con i contatti personali e lavorativi di lei.

Divieto di avvicinamento per l'uomo

Dopo il racconto di alcuni testimoni, la Procura ha deciso per la tempestiva esecuzione di una misura cautelare. I Carabinieri della Stazione di Brugherio hanno quindi eseguito negli scorsi giorni l’ordinanza del divieto d’avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, emesso dal giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Milano su proposta della locale Procura della Repubblica, nei confronti del compagno della donna.

L'uomo è accusato di atti persecutori, interferenze illecite nella vita privata e accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico ai danni della ex compagna. La perquisizione contestuale all’applicazione della misura ha permesso di rinvenire dispositivi elettronici e account che l’uomo avrebbe usato per realizzare le condotte contestate, materiale sottoposto a sequestro in attesa di ulteriori accertamenti.

La persecuzione nei confronti della donna

Nelle carte il giudice per le indagini preliminari avrebbe parlato di "una vera e propria persecuzione" nei confronti della donna e "lesivi della sua dignità e reputazione, oltre che riservatezza". Questo perché l'uomo aveva costretto la donna a cambiare tutte le sue abitudini oltre a essere preoccupata per la propria incolumità. L'uomo infatti nei suoi confronti era violento.

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