23 Novembre 2022
20:09

I giudici sul rapper Baby Gang e la sua banda: “Si muovono con l’intento di farsi giustizia da sé”

“La rissa ha costituito un modo per gli indagati di riaffermare la propria forza di gruppo compatto, che si muove in una logica di banda, con l’intento di farsi giustizia da sé”: a scriverlo è il Tribunale del RIesame che ha confermato il carcere per il rapper Baby Gang, arrestato insieme al collega e amico Simba La Rue, per una rissa esplosa a luglio in corso Como a Milano.
A cura di Ilaria Quattrone

"La rissa ha costituito un modo per gli indagati di riaffermare la propria forza di gruppo compatto, che si muove in una logica di banda, con l'intento di farsi giustizia da sé per rispondere ai ritenuti torti subiti": a dirlo è il Tribunale del Riesame di Milano che a fine ottobre 2022 ha confermato il carcere per il rapper Baby Gang, all'anagrafe Zaccaria Mouhib.

Il ventunenne è stato arrestato lo scorso ottobre con il collega amico Simba La Rue e altre nove persone. Tra loro c'erano anche due minorenni. Le accuse fanno riferimento a una sparatoria che si è verificata nella notte del 3 luglio in via di Tocqueville, in corso Como, durante la quale sono stati gambizzati due ragazzi.

Il contesto in cui è avvenuta la violenza

Per i giudici il contesto in cui è maturato l'episodio è quello in cui si verificano spedizioni punitive contro i rivali. Il tribunale non ha accolto la richiesta della difesa che aveva fatto riferimento a una presunta aggressione subita dai due rapper e dai loro amici.

"La visione dei filmati e il contenuto delle intercettazioni indicano che gli indagati, in numero nettamente superiore e armati di un'arma comune da sparo con cui i due sono stati colpito, abbiano inteso "sanzionare" un affronto piuttosto che difendersi da una aggressione o da un ritenuto pericolo": scrivono i giudici.

La difesa di Baby Gang

Baby Gang, nel corso dell'interrogatorio, aveva parlato del fatto che lui e i suoi amici avevano avuto "la percezione che puntassero alle collane d'oro che portavo al collo". Avrebbe giustificato la presenza della pistola sostenendo di averla portata solo perché dieci giorni prima Simba La Rue era stato accoltellato:  "So di aver sbagliato ad aver portato con me la pistola, ma probabilmente ciò mi ha salvato la vita".

L'avvocato che difende Baby Gang, Niccolò Vecchioni, ha inoltre contestato l'accusa di rapina relativa all'aver derubato uno dei due ragazzi del proprio borsello: la sottrazione sarebbe avvenuta, secondo il legale, in un momento della rissa in cui Baby Gang non era nemmeno intervenuto. Uno del gruppo di amici infatti si sarebbe aggrappato al borsello a tracolla "strappandoglielo accidentalmente e lasciandolo cadere per terra; non si cura minimamente del borsello che, dopo qualche secondo, viene raccolto dal Saida" e cioè Simba La Rue.

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